La palestra ha riaperto!

Dopo la lunga pausa dovuta alle misure per il contenimento della diffusione del covid-19, finalmete

la palestra è aperta

 

Naturalmente rispettiamo scrupolosamente i protocolli di igienizzazione e sicurezza indicati dalla Regione Emilia-Romagna.

Il Team San Mamolo Judo

Palestra chiusa fino al 3 aprile

Sulla base del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020 relativo all’estensione a tutto il territorio nazionale delle norme per il contenimento della diffusione del coronavirus,

la palestra rimarrà chiusa
e le attività saranno sospese
fino al 3 aprile

 

salvo diverse disposizione del Governo e/o Regione.

Grazie della collaborazione, speriamo di tornare prima possibile alla normalità

Il Team San Mamolo Judo

Gran Prix Esordienti B a Riccione

Domenica a Riccione si è svolta la prima tappa dei gran prix nazionali per qualificare i migliori atleti under 14 per i campionati italiani di maggio.
Mille sono stati i giovani judoka che hanno calcato i tatami, alcuni alla loro prima sfida agonistica, molti altri alla prima di livello nazionale.
Tutta l’Italia è stata accolta grazie agli sforzi dell’organizzazione, al contributo degli instancabili volontari del judo, oltre che alla sinergia col Comitato Regionale Emilia Romagna per la più numerosa gara italiana under 14.
Il Team Burger King IMA San Mamolo judo vi ha partecipato con la sua squadra di esordienti risultando nella classifica generale la prima squadra della nostra regione.
Questi i risultati.
Lucia Magli vince la medaglia d’oro, Francesca Vagnetti è settima e Paolo Fancello a causa di un piccolo infortunio si deve ritirare nei quarti di finale quando doveva  disputare gli incontri di finale.
Molto bene anche Andrea Aurori, Davide Dall’Osso, Nicolò Romualdi e Simone Fontana che pur non entrando nelle finali sono stati protagonisti.

Gran Prix cadetti e trasferta a Parma al Judo for kids

Due appuntamenti questo sabato 25 gennaio.

Danila e Francesco al Gran Prix perdono entrambi al primo turno, mentre Edoardo, Stefano Francesco conquistano tutti la medaglia d’argento nel Trofeo per bambini e ragazzi a Parma.

Cintura nera di Dario Illice

Raggiungere la cintura nera è stato il coronamento di un sogno che mi ha accompagnato durante tutti i 14 anni di judo. È un traguardo importante raggiunto soprattutto grazie al gruppo, in cui ognuno dà agli altri spunti diversi, sia tecnici che umani. Ma nonostante tutto costituisce anche un punto di partenza per continuare il mio percorso nel mondo del judo e per provare a trasmettere agli altri ciò che ho imparato in questo lungo viaggio, pieno si di alti e bassi, ma che mi ha permesso di crescere sotto tantissimi punti di vista come nessun altro sport sarebbe in grado di fare!
Dario Illice

Il judo per me di Alberto Berni

Il percorso che mi ha portato a prendere la cintura nera è stato uno dei viaggi più lunghi della mia vita. Ho iniziato a praticare Judo fin da quando ne ho memoria. Da piccolo era una costante, dopo scuola, fiondarmi sul tatami e dare sfogo a tutte le energie che accumulavo. Di conseguenza non erano rare le volte in cui Paolo cacciava un bimbo scalmanato di nome Alberto dalla materassina. Nel corso degli anni e delle gare, ho conosciuto nemesi e alleati che sono poi diventati amici. Combattere è un modo di approcciare nuove persone e di affermare chi sono. Sul tatami esisto davvero. Dopo quattordici anni, ho iniziato il corso per il primo Dan e mi sono trovato di fronte a un concetto di Judo che non avevo mai visto. Fino a quel momento, avevo vissuto il Judo come un Randori e uno Shiai, un combattimento gestito dalle regole della gara. Ma la cintura nera mi ha rivelato che il Judo è una disciplina molto più grande di quanto non pensassi.

Preparandomi per l’esame, ho iniziato a confrontarmi con il concetto di controllo e perfezione; non praticavo la tecnica per fare Ippon, ma perché venisse canonicamente bene. La cura della perfezione si è trasferita anche nel Kata, dove ho imparato un nuovo valore dell’“allenarsi insieme”. Fare Kata con un altro judoka crea intimità. Come Uke, inizi a fare attenzione ai tuoi movimenti per aiutare il tuo Tori nelle tecniche; mentre come Tori impari il valore del controllo per proteggere il tuo Uke. Durante ogni allenamento, senza accorgermene, ho conosciuto meglio i miei amici e ne ho incontrati di altri. Col tempo allenarsi insieme è diventato un vero e proprio modo di presentarmi a qualcuno, mi da l’opportunità di mostrare il mio stile e la mia grinta.

Dire che studiare il Judo, nella sua interezza, genera umiltà sarebbe un eufemismo. Studiando sotto diversi maestri, ho visto un Judo di cui non puoi mai sapere tutto. È un judo che si spinge ben oltre le regole del combattimento, che permette lo sviluppo di innumerevoli situazioni. L’enorme quantità di tecniche, difese, strategie, tipologie di Kata, Randori e nomenclature mi ha svelato che il Judo è molto più di quello che ho vissuto finora. E adesso mi ritrovo sbalordito: dopo un cammino che mi è sembrato a dir poco epico per durata e intensità; è come ritrovarmi bambino sul tatami, di fronte a una disciplina che cresce e si estendeogni volta che la pratico. In questo cammino ho imparato che il Judo mi ha fatto crescere. Adesso che sono cintura nera, spero che continui a crescere dentro di me; e che, un giorno, il mio Judo possa far crescere qualcun altro.

Ringraziamenti

Ringrazio il mio Dojo e tutti i suoi maestri. È grazie a loro se ho sviluppato la tecnica e la forza che mi hanno portato dove sono. Per questo ringrazio principalmente Gianluca e Rostand. Ringrazio Dario, che mi è stato vicino per anni tra allenamenti, risate, tecniche e Kata. Ringrazio Dario anche perché mi ha portato, con tanta pazienza, dove non sarei mai giunto da solo. Ringrazio tantissimo Laura, che si è sempre scapicollata per essere sul tatami con noi a insegnarci le fondamenta del Kata. Con tanta pazienza, Laura ci ha sempre aiutato, tramandandoci l’esperienza di una campionessa. Ringrazio Cesare e suo padre Antonio perché mi hanno mostrato quanto sia sconfinato il Judo e perché mi hanno dato un nuovo grado di competenza a cui aspirare. Infine, ringrazio Paolo. Senza di lui non credo proprio che sarei qui. Paolo ha sempre avuto tanta pazienza con me, fin da quando sopportava i guai che combinavo sul tatami. Ringrazio Paolo perché ha avuto fiducia in me. Sul tatami e fuori, Paolo ha sempre creduto che io potessi qualificarmi ai nazionali, arrivare al nono posto, e adesso, ottenere il primo Dan della cintura nera. A tutte le persone che mi hanno supportato in questo percorso, dico grazie di cuore.

Alberto

Grand Prix Giaveno di kata e Trofeo Città di Lavis

Fine settimana piena di medaglie per il Team Burger King IMA San Mamolo Judo trasferitosi dall’inizio dell’anno nella nuova sede in via Olindo Guerrini 25.
Al Grand Prix Internazionale di Kata a Giaveno arriva la medaglia d’argento per la coppia Bugo, Bruni; mentre al Trofeo Internazionale Città di Lavis la squadra di shiai conquista ben 7 podi conquistando il 6 posto assoluto, prima società della nostra regione.
Conquistano la medaglia d’oro Paolo Fancello e Lucia Magli.
Conquistano l’argento Francesca Vagnetti e Marco Bugo.
Bronzo invece per Danila Trotta, Nicolò Romualdi, Francesco Ricci.
5o posto invece per Federico Vender.

Un 2019 pieno di soddisfazioni !!!

Un anno il 2019 pieno di soddisfazioni.
La parola al nostro Maestro.
Diamo i numeri.
42 impegni sportivi.
2 nuove cinture nere.
1 Bronzo al campionato italiano di shiai.
2 Bronzi al campionato italiano di kata.
Un 6 posto agli europei.
Migliore squadra italiana con la vittoria al Campionato Nazionale CSI.
Migliore squadra regionale a livello giovanile con tante medaglie vinte dai nostri piccolini.
1 ritiro estivo con 140 ragazzi.
2 splendide lauree universitarie.
E per finire una palestra….la casa dei nostri ragazzi.
“Una casa una palestra”.

Auguri a voi tutti.
M°Paolo