Caro San Mamolo, care tutte e cari tutti,
In questo giorno così importante voglio raccontarvi di quanto sono stata felice insieme a voi durante questi 2 anni.
Ho iniziato judo per una sfida personale, per superare il disagio che provo nel contatto fisico con gli altri. Ho scelto questa palestra su consiglio di un ragazzo, amico di un amico con cui ora non parlo nemmeno più, ma ascoltare le sue parole è stata una scelta che mi ha cambiato la vita.
Sono arrivata con il muro alzato e il sorriso per nasconderlo, ma insieme ad ognuno di voi sono riuscita a buttarlo giù, un passo alla volta.
Mi ricordo perfettamente quando ho messo piede dentro la palestra per la prima volta, mi ricordo quanto mi sentissi in soggezione con il mio karategi quando tutti avevate addosso un vestito diverso. Mi ricordo anche di aver incontrato Lorenzo e di essermi sentita un po’ meno sola.
Ricordo quanto sono rimasta sorpresa al primo applauso di fine allenamento che ho sentito, e di quanto questo gesto mi abbia lasciato una grande felicità dentro.
Ricordo la fatica e il dolore dell’alluvione, ma anche un gruppo unito e pronto a sostenersi.
Ad ogni allenamento ho capito un po’ di più quanto per questa palestra siano importanti le persone e le relazioni che si creano.
Alcuni lo sanno, altri no, ci sono stati dei momenti difficili fisicamente ed emotivamente, ma ad ogni allenamento ho sentito il supporto di ognuno di voi, anche di chi non sapeva, ma capiva che qualcosa non andava. Dalle spinte di Lorenzo agli incoraggiamenti di Diego, dai messaggi di Andrea alla vicinanza di Viola. Da Amina, che dalla prima cena in cui ci siamo conosciute, non si è mai allontanata.
Da Michele che mi abbuona sempre un giro di cadute, a Pietro che mi chiede sempre se ce la faccio. Da Paolo che sa sempre quale è la cosa giusta da dire, per farmi piangere e consolarmi, a Gianluca che mi incoraggia e mi tiene d’occhio.
Ho sentito il supporto anche di chi non ho citato, sappiate che ho apprezzato ogni piccolo gesto.
Abbattendo il muro piano piano, sono arrivate anche le lacrime, oltre ai sorrisi, per la frustrazione di non riuscire ad eseguire le tecniche, ma sopratutto perché in questo posto mi sento libera di esprimere le mie emozioni, e lasciare andare tutto quello che mi porto da fuori.
Sono stati 2 anni intensi e bellissimi, spero potrete portarvi con voi un pezzettino di me, come io mi porterò sempre nel cuore un pezzettino di voi.
Vi voglio bene.
Sofia



