I nostri racconti


 

 

Autore: Dott. Elena Barbarella Titolo: Ringraziamenti Data:  9/12/ 2009


Avevo solo sei anni quando il judo mi ha stregata.
Ricordo che ogni sera, uscendo da scuola elementare,
mi affacciavo al portone lì vicino, quello della palestra San Mamolo dove si allenavano i giovani judoka.
Mi affascinava il bianco dei loro kimoni, l’agilità e la purezza dei loro movimenti,
ma la cosa che gli invidiavo di più era la possibilità di correre e saltare a piedi nudi per tutta la palestra,
questo gli dava un strano potere che in quel momento identificavo con un senso di leggerezza infinito.
Così nascosta dall’uscio, passavo ore a guardarli mentre si esercitavano pensando che forse un giorno anche io avrei potuto essere abile come loro.
Sono passati quattordici anni da allora ed eccomi qui, cintura nera di judo ed è proprio quella federazione sportiva,
quegli insegnanti e quei judoka che devo ringraziare per questo mio successo.
Il judo che ho appreso dai miei maestri è qualcosa di differente dalle altre discipline sportive imparate a scuola o a cui,
nel corso degli anni, mi sono sporadicamente avvicinata, oserei dire qualcosa di meglio.
In principio non capivo esattamente cosa volesse dire il precetto che mi veniva ripetuto continuamente dai miei istruttori:
“il judo è la via più efficace per utilizzare la forza fisica e mentale”.
Poi, allenamento dopo allenamento, gara dopo gara, ho capito:
Il judo è un complicato sistema di leve, basato su un attento ingranaggio in cui non è importante accumulare forza né accumulare tecnica,
ma capire la tecnica che ti permette di utilizzare la forza in maniera migliore.
L’obiettivo dunque è quello di imparare, in maniera fluida, cos’è l’equilibrio per poi scoprire il tuo e infine riconoscere nel tuo compagno/avversario lo stesso equilibrio,
per scardinarlo in combattimento certo, ma anche per riconoscerlo in maniera empatica nella vita di tutti i giorni.
E’ anche questa esperienza sportiva, fatta spesso di sforzo,
fatica e sofferti miglioramenti che mi ha portato a essere in grado di affrontare attivamente i diversi ostacoli che si sono frapposti tra me e gli obiettivi che via via mi sono data nel corso della mia vita e, qualche volta, anche a raggiungerli con molta soddisfazione.
Ringrazio quindi la mia palestra e i miei Maestri Paolo e Stefano che, attraverso l’impegno e l’energia dedicatami in mille allenamenti e gare,
mi hanno spinto e sostenuto permettendomi di ottenere questo tanto agognato risultato.
Grazie di cuore.
Elena
 

Autore: Dott. Irene Schiff Titolo: DISABILITA’ E SPORT: UN EXEQUO IMPORTANTE Data:  15/10/ 2009


DISABILITA’E SPORT: UN EXEQUO IMPORTANTE

CONTINUANO I CORSI PRESSO L’A.S.D.VILLAGGIO DEL FANCIULLO


Capire di avere una mente, una mente che ci guida, capace di concentrarsi, di elaborare il pensiero, una mente che ci mette in comunicazione con il mondo,
una mente che dirige e coordina il nostro corpo.
Capire di avere un corpo, un corpo che si muove,che obbedisce ai nostri desideri, un corpo che permette di prendere possesso dello spazio dirigendosi dove lo comandiamo di andare.
Una mente ed un corpo che interagiscono con le altre persone, che ci permettono di salutare, di abbracciare;
un corpo che a volte ci fa sentire diversi dagli altri perché,
invece che collaborare con noi, sembra entrare in antagonismo, non ubbidisce, addirittura ci ostacola, si blocca e ci blocca.
Una mente ed un corpo:incomparabili tesori che tante volte, troppe volte, diamo per scontati, non ne abbiamo la dovuta cura, anzi, li disprezziamo e li danneggiamo.
Una mente ed un corpo che alcune persone non possiedono nella pienezza delle loro potenzialità.
Eppure queste persone con mente e/o con il corpo che presenta handicap di varie gravità, provano emozioni, sentimenti come tutte le altre persone.
A volte non riescono a manifestarli completamente, ma i diversi stati d’animo sono ben presenti in loro e traspaiono dai loro gesti, dai loro visi.
Al centro Villaggio del Fanciullo, quando s’incontrano questi sportivi nelle palestre o nei luoghi di ristoro, si percepiscono le loro emozioni che sono di serenità,
contentezza, gioia, ben-essere.
Questo importante complesso sportivo bolognese, sito a due passi dal centro eppure circondato dal verde, ha nel suo credo una particolare sensibilità verso i valori educativi e verso l’integrazione delle persone più svantaggiate. All’ombra dei grandi alberi, all’interno delle piscine, nelle palestre di judo, questi ragazzi in credito dalla vita,
hanno potuto ritrovare armonia inserendosi nel gruppo “Sportinsieme: abilità e disabilità nello sport” progetto portato avanti dal M° Paolo Checchi,
praticando nuoto e arti marziali, sport e discipline sportive insieme.
I loro alleati?
Tanti: Acqua che toglie loro parte della forza di gravità, da elasticità ai loro movimenti, li massaggia;
il colore della cintura che potenzia la voglia di essere coordinati per avere la giusta presa e non farsi mettere a terra dall’avversario;
istruttori preparati a livello professionale e umano che diventato sì loro maestri ma anche loro amici;
un pulmino che li preleva e li riaccompagna a casa favorendo l’organizzazione delle famiglie.
Altro aspetto importante è lo spogliatoio.
Chi è sportivo sa che quando si parla di clima dello spogliatoio o di un bello spogliatoio non ci si riferisce agli indici del barometro o all’arredamento del luogo dove si indossano gli abiti sportivi,
bensì ai rapporti camerateschi, d’amicizia che vi si creano.
Un bello spogliatoio contribuisce a fare di uno sportivo, uno sportivo migliore.
Tutto questo è stato reso possibile da un alleato veramente importante:
la Fondazione Carisbo da sempre è particolarmente attenta a queste problematiche e che ha ritenuto opportuno seguitare la collaborazione con l’A.S.D. Villaggio del Fanciullo.
I risultati si percepiscono, si respirano, e più ancora che nelle parole si possono cogliere nei sorrisi entusiasti di questi sportivi che,
se svantaggiati sotto alcuni aspetti, sono però super in tutti gli altri!

Irene Schiff

Bo;14-10-09
 

Autore: Dott. Gianluca Frascà Titolo: Il San Mamolo in meno di 800 caratteri Data:  24/06/ 2009


Il San Mamolo Judo è una realtà bolognese, da quasi quarant’anni, per l’educazione e la formazione di bambini e ragazzi nel Judo. 
Questa società, ha sempre aiutato i giovani a crescere equilibrati nella mente e nel corpo con particolare attenzione all’educazione ed ai valori cattolici che la ispirano da sempre.
Più che una società, il San Mamolo Judo è una grande famiglia che accoglie chiunque intenda impegnarsi o aiutare gli altri senza distinzione di colore, religione, capacità o abilità,:
alcuni dei nostri ragazzi, infatti, sono affetti da deficit motori, cognitivi o sensoriali.
Le principali attività sono lo sport agonistico e l’educazione alla convivenza con il prossimo e al rispetto della persona, offrendo ogni supporto fisico e morale ai ragazzi.
La società è cresciuta con le proprie forze: all’inizio i Tecnici ed i Maestri erano piccoli atleti che, negli anni, hanno amato la società che ora contribuiscono a far crescere.
 

Autore: Natascia DiCandia Titolo: La mia cintura nera !! Data:  05/03/ 2009


Non ci credo ancora: sono diventata cintura nera! Chi se lo aspettava!
E' una vita che pratico questo sport raggiungendo buoni risultati ma mai avrei pensato di diventare " come il maestro" una cintura nera!
E' una sensazione stranissima che ti da soddisfazione ma allo stesso tempo,tanta responsabilità.
E' un traguardo importante e bisogna pensare che da qui tutto deve ancora continuare...
Il giorno della gara è stato massacrante sia a livello fisico che a livello mentale.
Nonostante fosse la centesima gara, in quel momento sembrava la prima:
la tensione era al massimo, tutta la situazione mi sembrava sconosciuta non vedevo niente,davanti a me vedevo e sognavo solo la vittoria.
Volevo fare felice tutti quelli che mi sono stati vicini in questa disciplina, volevo dare onore alla mia vita e alle cose che amo,volevo dimostrare che i sogni possono diventare realtà, basta volerlo.
Durante il viaggio del ritorno...una lacrima scendeva sempre dai miei occhi e percorreva sulla mia guancia un percorso,cadeva poi sul volantino" campionati italiani 2009"...
quella piccola lacrima è la stessa bambina che percorso una strada per arrivare al giorno dei campionati per avverare il suo sogno...troppa era la gioia che non riuscivo a trattenermi...
La cosa più bella è stata quando a fine gara ho ringraziato il mio maestro di tutte le cose che mi ha insegnato,di tutte le sgridate,di tutti i consigli,di tutte le promesse mantenute,di tutti i sacrifici,di tutta la pazienza,di tutto il coraggio per affrontare con me ogni situazione e soprattutto l'ho ringraziato per aver condiviso con me la gioia più grande .
Grazie a tutti i miei amici che mi hanno sempre sostenuta e che hanno creduto in me,
grazie a quelli che come continuano a lottare per raggiungere il sogno della loro vita.
Un grazie di cuore a tutti.
Natascia

Autore: Staff Titolo: Il 2008 sta finendo Data:  Dicembre 2008


Il 2008 sta finendo.
E' stato un anno pesante ma pieno di soddisfazioni per tutti noi del San Mamolo e soprattutto per il nostro Maestro.
Da dove cominciare ?? Direi dalle soddisfazioni e dai risultati, risultati non solo sportivi ma anche personali dei nostri atleti.
Sono infatti arrivate alcune lauree che ci hanno riempito d'orgoglio.
Gran bravi ragazzi, che hanno saputo terminare un lungo ciclo di studi riuscendo a mantenere anche l’impegno sportivo
al quale hanno dedicato altrettanta dedizione e costanza così da poter raggiungere l’ambito riconoscimento della cintura nera.
Questa è la massima espressione della mission del San Mamolo che si prodiga continuamente nell’educare l’allievo all’impegno in ogni ambito della sua vita,
magari anche cercando di divertirsi !
In ambito sportivo il San Mamolo Judo ha raggiunto diversi risultati positivi:

In FIJLKAM, due le medaglie ottenute ai Campionati Italiani, oltre al riconoscimento come 3a squadra femminile Italiana esordienti e tanti altri ragazzi qualificati in tutte le restanti categorie.
La nostra squadra è stata inoltre spesso protagonista di rilievo in tutti i tornei in cui ha partecipato.

Nel Centro Sportivo Italiano la nostra società è la prima Squadra Nazionale;
questo risultato che ricalca quello degli anni precedenti ci dimostra che il judo CSI è targato Bologna o meglio ancora San Mamolo Judo! .
Anche a Lignano Sabbiadoro ho visto tanti insegnanti….…..pieni di se, erano sicuri di vincere, ma ...........
2 squadre di Bologna nei primi due posti negli esordienti A e altre due nelle prime dieci, tutte squadre seguite dal nostro Maestro.

Ma quest'anno è stato anche un anno “faticoso” per alcune importanti defezioni tra i tecnici.
Siamo riusciti comunque a riorganizzarci ed ora siamo più forti e uniti di prima!!
Insomma un anno intenso e carico di belle emozioni !!

Pensate ai nostri bambini, primi nel Gran Prix Regionale, primi nel Torneo Provinciale.
Ai premi assegnateci dal CONI come “Campioni di Educazione Sportiva “ e il “ Riconoscimento per l’attività del settore giovanile “.
Insomma tanto è stato fatto e i risultati ne sono la prova!

Ed infine vogliamo esprimere il pensiero del nostro Maestro.
Un grande riconoscimento verso tutte quelle persone che collaborano nel San Mamolo,
verso tutti quei ragazzi che vorranno continuare questa difficile strada e verso il nostri sponsor che ci aiutano.
A Tutti Voi, Buon Natale!!

 

Autore: Staff Titolo: Considerazioni di un amico Data:  Novembre 2008

 

Bologna 20 Novembre 2008


Ho ricevuto la rivista ATHLON ( rivista della federazione FIJLKAM) nella quale sono pubblicate le classifiche definitive delle società sportive di judo,
nella classifica dell’anno 2008 la nostra società si è classificata 31 su 370 e a livello nazionale 55 su oltre 577, nel quadriennio 2005-2008;
quarta (4°) società in Emilia Romagna e prima (1°) assoluta nella provincia di Bologna.
Tirando le somme dopo l’ultima gara del 2008, fra l’altro vinta dal S. Mamolo , 1° su oltre 60° società partecipanti,
con la ciliegina sulla torta di una nuova cintura nera conquistata da Chiara Casadio.
Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro di tutti atleti, insegnanti, genitori e sponsor, ma soprattutto grazie a due persone speciali Paolo Checchi e Stefano Rossi,
il primo è il S.Mamolo, maestro, papà, educatore, amico, il secondo in giro tutte le domeniche con i ragazzi non a caso dopo la sua venuta assieme a Paolo hanno costituito un tandem vincente portando la nostra società ai livelli attuali e lasciandoli lavorare si può aspirare ancora a salire le classifiche.
Questo sapendo che comunque siamo una società che come scopo finale ha l’educazione dei suoi allievi nella vita e non l’agonismo;
ed essere prima di società che fanno dell’agonismo svolto da professionisti che come unico lavoro hanno quello di insegnare a combattere per vincere le gare,
dimostra che il judo è soprattutto educazione rispetto e alla fine anche sport.
Io non amo l’agonismo fine a se stesso e preferisco il judo nella sua essenza reale come tramandatoci dal M° Kano “tutti insieme per progredire con il migliore impiego dell’energia”,
ma credo che l’agonismo sia una fase importante della vita judoistica di ogni atleta, solo nella gara ogni atleta può verificare e applicare lo studio fatto in palestra.
Per finire sono felice di appartenere a questa società e condividere con Paolo e Stefano questa idea di JUDO.
M° Pietro Arnofi

 

Autore: Staff Titolo: Lettera di fine anno sportivo 2007/08 Data:  Giugno 2008

 

SIAMO ARRIVATI ALLA FINE DI UN ALTRO ANNO SPORTIVO,
RICCO DI SORPRESE E DI CONFERME, E VOGLIAMO COMUNICARE CON PIACERE E UN PIZZICO DI SANO ORGOGLIO I NOSTRI RISULTATI,
CHE VEDONO PROTAGONISTI GLI ALLIEVI DEL SAN MAMOLO JUDO

In quest’anno sportivo il San Mamolo judo ha ottenuto:

2 NUOVE CINTURE NERE: GIANLUCA FABRIZI e ALESSANDRO DILIBERTO
18 RAGAZZI QUALIFICATI ALLE FINALI DEI CAMPIONATI ITALIANI DELLA FEDERAZIONE ITALIANA JUDO
UNA MEDAGLIA D’ARGENTO ( CON FRANCESCA ) E UNA MEDAGLLIA DI BRONZO ( CON DENIS ) ai CAMPIONATI ITALIANI
2 LAUREE di nostri allievi:
110 E LODE IN INGEGNERIA CLIO, E 108 IN SCIENZE MOTORIE TAMARA

Il Team McDonald’s San Mamolo judo ha inoltre vinto tutti i Trofei a cui ha partecipato,
è la prima squadra della nostra città e della nostra provincia nel quadriennio sportivo
e come ultimo successo vanta il
CAMPIONATO NAZIONALE del CENTRO SPORTIVO ITALIANO.
( 5 anni su 6, la nostra scuola di judo è giunta al 1° posto )

In questa annata sportiva il nostro Maestro è stato nominato “Dirigente dell’anno,”
prestigioso premio nazionale al merito sportivo del Centro Sportivo Italiano e premiato con la cintura nera ad Honorem dal Pres. Nazionale FIJLKAM Pellicone.
Questi premi rappresentano i più alti attestati di stima per tutti coloro che nel corso degli anni hanno generosamente dedicato un ampia parte della loro vita al judo
ed ai suoi ideali,favorendone lo sviluppo e promuovendo la sua proposta sportivo-educativa.

I nostri ragazzi usciti dal San Mamolo Judo insegnano oggi presso:
le scuola elementari International School, e Kinder Haus, presso le polisportive “In Corpore Sano”, l’“A.S.D. Villaggio del Fanciullo” e il “C.S.I. Casalecchio”.

Il Maestro Paolo Checchi è stato Responsabile Regionale del Centro Sportivo Italiano, Componente del Comitato Nazionale C.S.I. e
Organizzatore regionale degli eventi sportivi della FIJLKAM.
Attualmente a fine mandato, ha riportato il nostro judo, insieme al Vice Presidente Amoruso in attivo, ed è riuscito a porre la nostra Regione in cima alle classifiche nazionali.

I nostri tecnici, preziosi collaboratori del Maestro Paolo, che ancora durante quest’anno hanno dimostrato dedizione, impegno e competenza sono:
il Responsabile Formazione del San Mamolo Judo Gianluca Frascà, ( sempre pronto a preparare i nostri ragazzi alla cintura nera )
il Coach Stefano Rossi ( sempre pronto con un sorriso a seguire i nostri ragazzi sui tatami d’Italia ) e i giovani Gianluca, Gabriele e Tamara.

UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE E’ RISERVATO A TUTTI I BAMBINI, I RAGAZZI CHE CON TANTA PASSIONE SEGUONO QUESTA DISCIPLINA
REGALANDOCI SODDISFAZIONI E SUCCESSI.
UN GRAZIE PARTICOLARE A QUEI GENITORI CHE CON PAZIENZA E ASSIDUITA’ CI AIUTANO A PORTARE AVANTI IL NOSTRO PROGETTO SPORTIVO,
CONDIVIDENDO CON NOI I PASSAGGI PIU’ IMPORTANTI DI QUESTO PERCORSO EDUCATIVO.

Per ultimo, ma non per importanza, un ringraziamento ai nostri “preziosi fondamentali sponsor” che ci hanno sostenuto in questa annata sportiva.

Per tutti i genitori che volessero contribuire a dare continuità a questo progetto, ogni aiuto è gradito.
 

Autore: Gunji Koizumi Titolo: Il Judo Data:  2008

 

Il judo ha la natura dell'acqua. L'acqua scorre per raggiungere un livello equilibrato. Non ha forma propria, ma prende quella del recipiente che la contiene.
È indomabile e penetra ovunque.
È permanente ed eterna come lo spazio e il tempo. Invisibile allo stato di vapore, ha tuttavia la potenza di spaccare la crosta della terra.
Solidificata in un ghiacciaio ha la durezza della roccia.
Rende innumerevoli servigi e la sua utilità non ha limiti.
Eccola, turbinante nelle cascate, calma nella superficie di un lago, minacciosa in un torrente o dissetante in una fresca sorgente scoperta in un giorno d'estate »

Gunji Koizumi, 8° dan (1886-1964)

 

Autore: Chiara Casadio Titolo: Riflessioni di Chiara Data: 26 maggio 2007

...che dire? E’ stata un’esperienza memorabile! Insomma, partenza il sabato alle 6 di mattina, con gli immancabili Paolo, Stefano e Beppe, per arrivare nell’ormai noto centro sportivo di Ostia, in mezzo a una flotta di judoki agguerriti.... Io _notoriamente cecata_ all’inizio non avevo neanche idea di chi ci fosse su quel tatami, ma poi con un po’ di ingegno ho riconosciuto qualche faccia nota; dopo un’ora e mezza di fatica, ma, oserei dire, anche di soddisfazione, si va finalmente a pranzo. Un po’ di tempo libero, gelato e chiacchiere con altri ragazzi, e poi, tanto eravamo freschi e riposati, che ci siamo addormentati su un materassone..! Vabbè, capita...!
Alle 16.30 comincia il secondo allenamento... basta guardare le facce degli altri per vedere che si è tutti sulla stessa barca: tutti un po’ stravolti, ma ormai che si è lì bisogna mettercela tutta; e così passa un’altra ora e mezza, anche più piacevole della prima, perché si socializza, si conosce nuova gente... e alla fine si scopre che dietro a quelle facce dure, anche quelli della nazionale in realtà sono carinissimi e simpatici..! Il tempo vola veramente, si fa il saluto, qualche foto ricordo e poi si ritorna negli spogliatoi ed è già ora di riprendere la via verso casa; credo che nonostante la fatica, sia dispiaciuto un po’ a tutti venir via da là, perché in fondo esperienze simili non capitano tutti i giorni, e partecipare è sempre una grande soddisfazione.
...e poi volete mettere il gusto che c’è nell’essere fotografati mentre una ragazza vi sta per spataccare in terra...? è un’emozione unica! J
 

...se mai vi capitasse, andateci, perché merita.
Chiara

Autore: Staff Titolo: Intervista al Presidente della FIJLKAM Data: 23 gennaio 2007

Sono già iniziati i Giochi di Pechino 2008

Da circa due settimane siamo entrati nell’Anno del Signore 2007 e si comincia a respirare aria di Olimpiadi.
In realtà stiamo già percorrendo la strada che ci porterà a Pechino 2008 e si potrebbe affermare che i Giochi della XXIX Olimpiade siano praticamente già iniziati.
Sono in corso i primi allenamenti collegiali in vista degli appuntamenti che la Stagione agonistica, che sta per prendere il via, propone: si tratta delle fasi iniziali del percorso di qualificazione ai Giochi che in calce a questo mio intervento vengono dettagliatamente esposte.
Il Judo prevede una serie di appuntamenti agonistici che avranno la durata esatta di un anno: si partirà dai Campionati Europei 2007 in calendario a Belgrado dal 6 all’8 aprile e si toccherà in traguardo 52 settimane dopo a Lisbona per la rassegna continentale del 2008 (11-13 aprile). Fra i due estremi è prevista una serie di 11 Tornei della World Cup e, soprattutto, la disputa dei Campionati Mondiali in programma a Rio de Janeiro dal 13 al 16 settembre. La rassegna iridata assegnerà il visto olimpico ai primi 6 classificati in ogni categoria di peso, femminile e maschile.

MECCANISMI DI QUALIFICAZIONE OLIMPICA

Judo - Campionati del mondo 2007 (13-16 settembre Rio de Janeiro – BRA): i primi 6 classificati di ogni categoria; inoltre, per l’Europa, i primi 9 del ranking maschile e le prime 6 di quello femminile.
Vengono presi in esame i migliori 4 punteggi di ogni atleta nel periodo dal 6 aprile 2007 al 13 aprile 2008, conseguibili nelle seguenti competizioni: Campionati europei 2007 e 2008 punti100 al 1°; 60 al 2°; 40 ai terzi; 20 ai quinti; 10 ai settimi; 8 ai noni e 6 dall’11° al 16° posto; Super World Cup ( Mosca e Rotterdam 2007; Parigi ed Amburgo 2008) punti 90; 50; 30;16; 8; 6; 4; World Cup (Roma m e De Vejen f; Bucarest m e Lisbona f, Birmimgham m e Tallin f; Baku m e Minsk f nel 2007; Tiblis m e Sofia f, Leonding m e Budapest f; Praga m e Varsavia f nel 2008) punti 60; 34; 20; 10; 6; 4; 2.

Matteo Pellicone

 

Autore: Staff Titolo: Lutto nella FIJLKAM Data: 9 gennaio 2007

 

Grave lutto nella FIJLKAM: ci ha lasciato il Presidente Onorario Generale Ezio Evangelisti
Velletri, 9 gennaio 2006 - Nella notte fra l'8 ed il 9 gennaio è venuto a mancare, al termine di breve ma sofferta malattia, il Generale Ezio Evangelisti, Presidente onorario della FIJLKAM. Evangelisti, Generale dell'Aeronautica nel Servizio Metereologico, era nato a Velletri il 18 agosto 1924. Si era avvicinato allo sport del judo (in gioventù aveva praticato il calcio ad ottimi livelli) all'inizio degli anni sessanta, invogliato a frequentare il nostro ambiente da un ufficiale del suo Servizio, esattamente Silvano Addamiani che per lunghi anni fu anche Commissario Tecnico della Nazionale. Nella ultraquarantennale frequenza del judo italiano, Ezio Evangelisti ricoprì molti ed importanti incarichi. Il 1° febbraio 1962 fondo la "sua " Società, la Fujiyama Velletri, e nello stesso anno ebbe inizio la carriera di Presidente di Giuria e di Consigliere nel Comitato Regionale Laziale. Nel 1967 venne nominato, nel corso dell'Assemblea straordinaria di Bologna, Revisore dei Conti supplente; nel 1969 Revisore dei Conti effettivo; nel 1977 Consigliere Nazionale per il judo, carica in cui fu sempre confermato sino all'elezione del 1985 a Vicepresidente e Vice-Vicario dal 1997. Nel 2004 non ripresentò la candidatura per l'Assemblea del 4 dicembre e proprio la stessa Assemblea lo applaudì Presidente Onorario della FIJLKAM. Fra gli incarichi di maggiore delicatezza da lui ricoperti vanno ricordati quello di Presidente della Commissione arbitri nazionale; la carica di Capodelegazione in importanti trasferte delle Nazionali azzurre; la nomina a Commissario Straordinario presso numerosi ed importanti Comitati Regionali. Fra i successi di bravo ed appassionato Dirigente, sempre vicino agli Azzurri, poteva annoverare l'aver convinto nel 1999 Emanuela Pierantozzi a tornare alle gara, coronando la sua eccellente carriera agonistica con il bronzo olimpico di Sydney. Le esequie di Ezio Evangelisti si celebreranno giovedì 11 gennaio alle ore 12.00 presso la Cattedrale di San Clemente in Velletri. In occasione di tutte le competizioni FIJLKAM, che si diputeranno nel prossimo fine settimana, verrà osservato un minuto di raccoglimento per ricordare un Uomo che tanto ha dato al nostro sport. Tutto il mondo della FIJLKAM si stringe commosso, in questo tragico momento, ai familiari di Ezio Evangelisti partecipando al loro grande dolore

 

Autore: Giornale di Bologna

Titolo: Intervista per il giornale

Data: 26 maggio 2006

 

I - Paolo Checchi : Presidente del San Mamolo Judo, M° C.S.I.
Da dove possiamo cominciare ? Judo…il S.M.J,è proprio una realtà?

P - Si, negli ultimi anni siamo proprio cresciuti, tanti risultati, tanti ragazzi e tanti educatori in un ambiente sereno dove poter lavorare.

I - Può darmi qualche numero? Quanti ragazzi avete, quanti tecnici…..?

P - Il S.M.J è una società nata dalla Polisportiva San Mamolo dopo la sezione del basket
alcuni anni fa è nata la sezione del judo. I nostri iscritti fra C.S.I. e FILJKAM sono oltre
300 con una trentina di educatori. Tutti gli educatori sono cresciuti nel C.S.I. e a poco a
poco sono entrati con me anche in FIJLKAM. In polisportiva si respira ancora l’aria di un
tempo : c’è la parrocchia, la scuola, e la palestra.
Sette anni fa decidemmo di creare il S.M.J. per confrontarci con questo mondo sportivo.

I - Confrontarsi nel mondo sportivo, nel judo in particolare……

P - Si il nostro intento è far crescere i nostri ragazzi, tutti coloro che ci seguono e conoscono
attraverso le gare di judo, far conoscere a tutti gli allievi “l’importanza di saper perdere”.
Vede qui da noi gli ISTRUTTORI debbono essere degli EDUCATORI e dei bravi tecnici.

I - Negli ultimi anni i risultati sono venuti; tanto che nel CSI siete diventati un punto di
riferimento a livello nazionale, e nella classifica a punti FIJLKAM, il 2005 vi vede
come Prima Società Bolognese. Il segreto del S.M.J. ?

P - I risultati ci rallegrano la recente vittoria nel GRAN PREMIO NAZIONALE CSI a
Chianciano Terme ci inorgoglisce; come non le nascondo che qualificare giovani in tutte
le categorie dei Campionati Italiani FIJLKAM dai più piccoli ai più grandi è motivo
d’orgoglio, ma tutti noi siamo coscienti che il nostro obiettivo è un altro:
FAR CRESCERE I RAGAZZI.
Le classifiche sono importanti, arrivare primi aiuta il morale, ma non è il nostro primo
obiettivo. Mi ripeterò, ma un ambiente sereno, dei bravi educatori, ……e tanto judo,
è il segreto.

 

Autore:

Titolo: Preghiera dello sportivo

Data: 18 maggio 2006

 

Preghiera dello Sportivo

Signore, aiutami ad essere un vero sportivo.
A vincere e restare modesto.
A perdere e conservare il sorriso e la dignità.
Ad accettare le decisioni dell'arbitro,
giuste o ingiuste che siano.
A saper vincere senza stravincere.
Ad essere forte senza essere brutale.
A pensare alla squadra e non solo a me stesso.
Ad apprezzare l'avversario riconoscendo le sue abilità.
Con te Signore posso vincere.
Se sono sconfitto, donami, o Signore,
la forza di accogliermi perdente,
e di renderti lode.
 

Autore: Testo anonimo

Titolo: AVEVO CHIESTO A DIO.......

Data: 18 maggio 2006

 

Avevo chiesto a Dio.....

Avevo chiesto a Dio la forza per raggiungere il successo,
egli mi ha reso debole, affinchè impari umilmente a obbedire.
Avevo chiesto la salute per fare grandi cose,
mi da dato l'infermità perchè faccia cose migliori.
Avevo chiesto la ricchezza per essere felice,
mi da dato la povertà perchè possa essere saggio.
Avevo chiesto il potere per essere apprezzato dagli uomini,
mi da dato la debolezza per provare il bisogno di Dio.
Avevo chiesto un compagno per non vivere da solo,
mi ha dato un cuore per amare tutti i miei fratelli.
Avevo chiesto delle cose che potessero rallegrare la mia vita
ho ricevuto la vita per rallegrarmi di tutte le cose.
Non ho ricevuto nulla di quanto avevo chiesto
ma ho ricevuto quanto avevo sperato.
Mio malgrado le preghiere non formulate sono state esaudite.
Io sono tra gli uomini il più soddisfatto.

 

Autore: Paulo Coelho

Titolo: LE COSE CHE HO IMPARATO NELLA VITA

Data: 1 febbraio 2006

 

LE COSE CHE HO IMPARATO NELLA VITA di Paulo Coelho

-Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
-Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
-Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
-Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
-Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
-Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
-Che la pazienza richiede molta pratica.
-Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
-Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai,è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
-Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.
-Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze:sarebbe una tragedia se lo credesse.
-Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
-Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
-Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo,
sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
-Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa,
che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
-La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti
che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
-È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
-Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
-Non cercare le apparenze, possono ingannare.
-Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.

-Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
-Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
-Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
-Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
-Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano,
speranza sufficiente a renderti felice.
-Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
-Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
- L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.
-Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori.
-Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride e ognuno intorno a te piange.

 

Autore: Giulio Pezzi Guarnati

Titolo: Bologniadi 2005

Data: 7 giugno 2005

 

La manifestazione sportiva che si è tenuta domenica pomeriggio in occasione
della giornata nazionale dello sport si è rivelata una vera festa.
I tatami, che hanno trasformato la piazza in una grande palestra di judo,
hanno accolto l'esibizione di noi ragazzi.
Sotto lo sguardo curioso ed interessato del pubblico, abbiamo dimostrato
com'è facile divertirsi e soprattutto rispettarsi, praticando uno sport da
alcuni considerato, a torto, un pò violento.
La festa è continuata sul palco della montagnola per la premiazione degli
atleti che si sono messi in luce nei campionati interregionali ed
interprovinciali.
Non mi sono stupito nel notare che il gruppo più numeroso era il nostro.
Judoki di varie società hanno gremito il palco trasformandolo in un enorme
macchia bianca.
Nessuno di noi, però, si è interessato ai piazzamenti conquistati:
l'insegnamento che ci è stato trasmesso dai nostri maestri ha a che fare con
parole come
"rispetto", "impegno", "divertimento" e " amicizia".
A loro un grazie.

Giulio Pezzi Guarnati.
 

Autore: FIJLKAM

Titolo: Bologniadi 2005

Data: 28 maggio 2005

Bologniadi: F.I.J.L.K.A.M. granitica

Mai come quest’anno la F.I.J.L.K.A.M (federazione degli sport da combattimento) si presenta compatta e unita nei settori e negli intenti, all’appuntamento sportivo più importante dal punto di vista della visibilità e della diffusione di molteplici discipline sportive dell’intera provincia di BOLOGNA,
dalle piu’ note e seguite alle meno conosciute, ma non per questo meno importanti , la 3a edizione delle Bologniadi appunto.
IL comitato provinciale FIJLKAM ringrazia l’ideatore delle BOLOGNIADI, il presidente del Coni provinciale Renato Rizzoli e a tutto il suo staff,
e tutti gli organi Istituzionali ,gli sponsor tecnici, che rendono possibile la realizzazione di un così importante evento per lo sport Felsineo.
All’interno FIJLKAM merito di questo risultato di partecipazione a fronti uniti ( judo,lotta,karate,ju jutsu, MGA) è da dividere tra le virtù delle diverse persone interessate: l’autorevolezza indiscussa del Presidente del Comitato Regionale Giovanni Morsiani, la lungimiranza del Vice Presidente del settore Judo Antonio Amorosi che ha individuato ed inserito nel suo staff con compiti organizzativi e di aggregazione un valente collaboratore Paolo Checchi, ed alla non comune caratteristica del delegato Provinciale Carlo Maurizzi di trasformare in successo ogni iniziativa da lui promossa.
Sono questi i motivi che danno origine ad un’edizione delle Bologniadi a ranghi compatti, a settori uniti al fine di dare alla cittadinanza un’immagine delle arti marziali seria e credibile, così come si conviene a sport che fanno dell’educazione e della cultura il proprio punto di forza.
La settimana OLIMPICA BOLOGNESE vedrà i vari settori della FIJLKAM impegnati sul territorio nella realizzazione di gare dimostrazioni ed esibizioni aperte al pubblico,e si concluderà Domenica 5 Giugno giornata Nazionale dello Sport ,in P.za VIII Agosto all’interno del VILLAGGIO DELLO SPORT
Siamo certi che la collaborazione non finirà qui, e che Maurizzi e Checchi promuoveranno la F.I.J.L.K.A.M. sul territorio di Bologna dando nel prossimo futuro vita ad interessanti iniziative di valore indirizzate a tutte le fasce d’età, sposando in pieno il simpatico motto federale “dai cinque ai centocinque” intendendo gli anni in cui una persona può iniziare la pratica sportiva.
 

Autore: FIJLKAM

Titolo: FIJLKAM

Data: maggio 2005


La FIJLKAM, Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali operante nel CONI,
è l’unico organismo italiano nel suo campo ad essere riconosciuto nelle manifestazioni mondiali ed olimpiche.
In Emilia Romagna, la sezione judo è presente con oltre 2.600 tesserati di 69 palestre di cui 18 per la sola Bologna e provincia.
I risultati agonistici espressi dagli atleti della nostra Regione sono sempre stati di altissimo livello sia in campo nazionale che internazionale:
solo negli ultimi mesi sono stati ben tre gli atleti che si sono classificati al 3° posto dei campionati italiani juniores e ben cinque quelli,
tra uomini e donne, classificatesi al 5° posto dei campionati italiani assoluti.
Negli ultimi campionati italiani cadetti invece sono arrivate ben 3 medaglie: un argento, due bronzi, un 5° ed un 7° posto assoluto.
Non dimentichiamo che l’Emilia Romagna e Bologna, in particolare, vantano una pluricampionessa mondiale, nonché medaglia d’argento olimpica, di nome Emanuela Pierantozzi oltre a diversi atleti che sono stati chiamati a far parte del gruppo che ha rappresentato, e rappresenta tutt’ora, l’Italia in giro per l’Europa ed il Mondo.
A fianco dell’attività istituzionale agonistica va anche citata l’opera silenziosa, ma benemerita di tutti quell’insegnanti che hanno dedicato e dedicano il loro tempo a crescere ed educare bambini e ragazzi nello spirito del rispetto di se e degli altri formando così gli uomini di domani.
Sapeste quanti sono i bolognesi che possono affermare, con una punta di orgoglio nella voce, “io ho fatto judo”, quanti i manager di oggi che , già da ragazzi, si sono allenati nelle palestre di ieri.
Il Judo, e quindi la FIJLKAM, collabora con le Istituzioni locali a ricreare sani principi morali quali il rispetto, la sportività, la lealtà ed il saper contribuire alla crescita degli altri.
 

Autore: Roberto Rusignuolo

Titolo: Joy Cup 2004/2005

Data: 14 -15 maggio 2005

FINALI NAZIONALI “JOY CUP” DI VERONA 2005


Eccoci giunti ad una nuova edizione del Campionato Nazionale del Centro Sportivo Italiano di judo che quest’anno si è tenuto nella bella città di Verona.
Questa edizione è stata particolarmente fortunata per la numerosa adesione di atleti, ben 230 provenienti da tutto il territorio nazionale.
Il C.S.I. come sempre ha saputo far fronte alle molte esigenze dei partecipanti ed ha messo a disposizione un bel albergo sito a Bussolengo ed un ragguardevole palazzetto dello sport a Verona.
Certo, piccoli problemi di organizzazione vi sono stati, è vero, ma subitamente risolti dai capaci e volenterosi operatori del C.S.I.
Gli atleti della San Mamolo erano tanti, preparati ed uniti, ben 17 di varie età seguiti dai due coach Gabriele ed Alberto,
( purtroppo il nostro Maestro Paolo ha dovuto desistere dalla partecipazione a causa d'importanti problemi famigliari ).
Ebbene tutti hanno vissuto serenamente la permanenza nel veronese ed hanno saputo tener testa alle varie società del C.S.I. italiane,
a tutte le società italiane, poiché la Società Sportiva San Mamolo di Bologna è arrivata prima, d’avanti a oltre 30 società !!
Tra atleti, tecnici ed arbitri ancora una volta abbiamo dimostrato che l’unione fa la forza.
Che dire, bravi ragazzi !!

Roberto Rusignuolo
 

Autore: Maurizio Passeri

Titolo: Per il nostro Papa

Data: 04-2005

A GIOVANNI PAOLO II

QUALI PAROLE PER DIRLO
TUTTO QUEL MALE CHE STRINGE IL CUORE
NELLA MORSA GELIDA DI QUELL' ULTIMO AMPIO
GESTO D'ABBRACCIO SCOMPOSTO DAL SILENTE
E INFINITO URLO DI SMISURATO AMORE
PER IL MONDO INTERO!

VAGA ORA LA MENTE APPASSITA
ALLA RICERCA DEL VALORE SMARRITO
DI NOI ESSERI VIVI: PERCHE'?
MA GIA' DENTRO DI NOI
L'INDOMITA FORZA FREME
E TEMPRA I PENSIERI
AL SENSO DI VIVERE
NEL NOME DEL PADRE
DEL FIGLIO
E DELLO SPIRITO SANTO

DA TUTTI NOI DEL S. MAMOLO JUDO - TRENTO 2 APRILE 2005

 

Autore: Gabriele Manzoni

Titolo: Meeting Internazionale di Trento

Data: 05-04-2005

Quando vedi nei bambini, nei ragazzi, in tutti gli atleti una così grande voglia di fare, di stare insieme, di divertirsi sai per certo che i risultati ci saranno e che risultati.
La squadra di Bologna questo anno ha confermato tutte le sue potenzialità: arrivando seconda a pari merito nella gara di sabato dove si sono svolte le categorie degli esordienti b(nati nel 91-92), dei cadetti(89-90) e juniores/seniores e master.
Grande prova per gli atleti di Bologna che si sono scontrati con atleti provenienti da Francia, Austria ed altre nazioni, guadagnandosi un ottima posizione sul podio.
Ma la voglia di vincere del San Mamolo e del CSI Bologna non si è accontentata e il giorno dopo, la domenica, i bambini e i ragazzi, nati dal 99 al 93 si sono battuti come leoni e con grande cuore riuscendo ad aggiudicarsi la prima posizione a pari merito con la squadra locale di Gardolo.
Diversi i podi conquistati da questi giovanissimi atleti che nelle vittorie e nelle sconfitte non hanno mai smesso di divertirsi e stare insieme,
una bellissima squadra guidata dal M. Paolo Checchi accompagnato da diverse scuole e dai rispettivi maestri di Bologna.
Ho finalmente visto in questi due giorni nascere amicizie tra bambini che non si conoscevano,
ho visto persone che non si erano mai parlate stare insieme, scherzare sulle proprie sventure, appoggiarsi ed esaltarsi a vicenda nei bei momenti e anche in quelli brutti.
Lo stare insieme ed essere uniti è stato a parer mio una delle fondamenta che ha portato così in alto la nostra squadra.
Complimenti davvero a tutti!!

Gabriele Manzoni

Autore: Alberto Soavi

Titolo: Meeting Internazionale di Trento

Data: 04-04-2005

Sabato e domenica presso il palazzetto di Gardolo ( Trento ) si è svolto il 15° Meeting Internazionale Città di Trento.
Centinaia i partecipanti fra grandi e piccini. Oltre 40 le società che vi hanno aderito, quattro i tatami ed un livello sicuramente alto poichè erano schierati club francesi, tedeschi, austriaci, sloveni ecc, ecc.
L’Ima Carpenfer San Mamolo con i suoi pulcini è partita da Bologna sabato mattina; nel pomeriggio stesso i nostri atleti più grandi erano già sulle materassine e alla fine della giornata la stanchezza è stata ricambiata da uno splendido secondo posto a pari merito, conquistato dai ragazzi con le unghie e con i denti.
La giornata seguente però è stata quella delle grandi sorprese.
Tutto il team dei più piccoli, guidati dal Maestro Paolo Checchi, si è saputo opporre alla forza di tutte le altre grandi palestre; con un podio dopo l’altro la squadra è riuscita ad arrivare in cima alla classifica fino a raggiungere il primo posto a pari merito con i padroni di casa.
Scese le lacrime di commozione durante la premiazione, la squadra è ripartita verso casa.
Anche se dopo soli 15 minuti l’intero pullman si era addormentato, l’atmosfera era d’enorme compiacimento per il gran successo ottenuto e di soddisfazione per la coppia di coppe conquistate nel fine settimana e che vanno ad aggiungersi alla già numerosa collezione dei san mamolini.
Un grosso ringraziamento và indubbiamente dedicato a tutti i collaboratori e genitori ( Gabriele, Alberto, Davide, Maurizio, Edoardo, Carlo, Maria Daniela, Alessandra ) che hanno saputo aiutare ed appoggiare nei momenti di bisogno il Maestro Paolo, al quale va sicuramente una buona parte del merito.

Alberto Soavi

Autore: Alessandra Schiavina

Titolo: Olimpiadi 2004

Data: 23-08-2004

OLIMPIADI 2004 – ATENE

Giovedì 13 agosto scorso, con una spettacolare festa d’apertura, hanno avuto inizio i giochi olimpici 2004 ad Atene. Eccezionale la regia in uno stadio olimpico di grande valore architettonico nella città che ha visto nascere le Olimpiadi.
Non poteva esserci momento migliore per visitare questa capitale che per il grande evento si era vestita a festa.
Nuovi e potenti impianti illuminavano sapientemente i templi dell’antichità ( mai il Partenone si era visto così bene!) ma anche palazzi, piazze e strade.
Molto efficiente l’organizzazione dei servizi di trasporto che consentiva di raggiungere in tempi velocissimi e quasi senza attese i vari stadi dislocati anche in zone periferiche. Alla metropolitana si aggiungevano linee di autobus specifici sempre presenti. Per non parlare della nuova linea ferroviaria terminata il giorno prima delle Olimpiadi che collega il centro di Atene al Pireo ed a tutte le stazioni di rilievo della costa.
Con il biglietto d’ingresso in uno stadio si poteva usufruire gratuitamente dei trasporti di andata e ritorno.
Di grande efficacia l’opera di divulgazione per la conoscenza della città effettuata attraverso la distribuzione in ogni angolo di cartine con tutti i riferimenti utili fatta da giovani ateniesi volontari.
Gli stessi volontari (si parla di circa settantamila adesioni) che si trovavano ovunque, tutti facilmente riconoscibili per la divisa multicolore, sempre pronti ad elargire sorrisi ed aiuto. Gli stessi che insieme alle forze di sicurezza sorvegliavano rigorosamente gli ingressi degli stadi. La paura di atti terroristici aveva molto allertato la città che aveva predisposto misure di sicurezza a volte ritenute eccessive dal pubblico ma che a me tranquillizzavano tanto.
Tanti volontari anche negli spalti per seguire scrupolosamente il pubblico nella ricerca del proprio posto a sedere, sempre con gentilezza e pazienza.
Questa la bella cornice di un quadro fatto di prove atletiche di altissimo valore. Perchè alle Olimpiadi si può veramente assistere ad atti di grande eroismo. Ho ancora in mente il grido esultante del judoka russo al raggiungimento del bronzo, dopo aver combattuto un’estenuante gara portata avanti a tutti i costi nonostante l’evidente dolore al braccio infortunato in un combattimento precedente. Eroiche le imprese dei judoka giapponesi che hanno l’ippon impresso nei geni, che vengono accompagnati da intere squadre di “tifosi-ultras” tutti vestiti con casacche dello stesso colore a seconda della scuola di provenienza dell’atleta. Alla casacca si univa talvolta la maglia con dipinto il viso del judoka. Spesso nei gruppi di tifosi nipponici si intravvedevano ragazze vestite con il kimono tradizionale che portavano le donne, quasi che l’evocare i loro costumi e le loro radici fosse di buon auspicio per il giovane che combatteva. Cosa dire dei fratelli, dei genitori e dei nonni che, se si aveva la fortuna di avvicinare durante l’ora del pranzo, li trovavi stretti tra loro talvolta ridenti e a volte uniti in preghiera. Si, pregavano i propri dei, i propri avi perché infondessero forza ai propri figli. Che popolo! L’atleta che raggiunge l’oro viene quasi venerato.
Ottimi i risultati nel judo ottenuti dai giapponesi ( 8 medaglie d’oro e 2 d’argento). Per l’Italia queste Olimpiadi nel judo non hanno dato gli esiti che ci si attendeva pur ottenendo un bronzo dalla brava Morico che è riuscita a gareggiare con grande concentrazione ed a vincere con un magnifico ippon.
Un ultimo pensiero al momento della premiazione, momento magico di grande commozione; l’applauso parte vigoroso, lungo verso l’atleta-eroe che sale sul podio e viene incoronato, per un attimo non importa se chi vince porta la bandiera della tua nazione, perché il riconoscimento del valore umano passa ogni frontiera e segue la legge del cuore e della passione.

Bologna il 23 agosto 2004                       Alessandra Checchi

 

Autore: Uff. Stampa

Titolo: Un anno pieno di soddisfazioni

Data: 23-06-2004

San Mamolo judo un anno pieno di soddisfazioni.
L'anno sportivo dell'Ima Carpenfer San Mamolo si chiuderà sabato mattina 26 giugno quando insieme ad alcuni componenti della squadra faranno visita al Papa;
infatti in occasione dei 60 anni del Centro Sportivo Italiano la squadra di judo che da tanto lustro alla nostra città è stata invitata
nella prestigiosa " Aula Paolo VI " in Vaticano.
Questa volta lo squadrone del San Mamolo non si muoverà per vincere la pur importante gara nazionale del CSI la " Joy Cup ";
ma sarà un occasione per il Maestro Paolo Checchi per vivere una esperienza “ unica ” insieme ai suoi ragazzi.
Nell'ambito del CSI e della Federazione il San Mamolo ha partecipato ad oltre 20 gare; si è ripetuta vincendo i Campionati Interregionali e Regionali CSI, giungendo al 2o posto nel Meeting Internazionale di Trento.
Quest’anno è stato importante anche per tre nostre “bandiere”:
Roberto Rusignuolo, divenuto arbitro; Gabriele Manzoni, promosso cintura nera;
 e
 Clio Dosi, che ha conquistato la cintura nera in combattimento, alle finali del Campionato Nazionale, a soli 17 anni.
Da Gennaio ad oggi Clio, Giacomo Berti, Elena Barbarella, Erika Fini, Davide Lanzoni, Abbiate Tania, Marco Degli Esposti, e Chiara Casadio hanno raggiunto le finali del campionato nazionale: questi atleti hanno portato il San Mamolo a diventare nel 2003 la prima società di judo della nostra città.
 

Autore: Gianluca Frascà

Titolo: I RISULTATI DEL  SAN MAMOLO JUDO

Data: 23-06-2004

I risultati S.Mamolo Judo nell’anno sportivo 2003-2004

L’anno sportivo 2003/2004 ha riservato l’ennesima conferma per la Polisportiva S. Mamolo Judo, società di riferimento per il C.S.I. della nostra provincia.
I risultati non solo si sono confermati rispetto all’anno scorso, ma sono migliorati nei piazzamenti e nel numero di competizioni a cui ha partecipato: sono 23, quest’anno, le competizioni che hanno visto partecipare la polisportiva appartenente al C.S.I.
Tutte le competizioni C.S.I. sono state dominate dalla società bolognese, non solo a livello regionale, conquistando anche la seconda e terza piazza nei due trofei internazionali di Trento, organizzati per bambini, il primo, e per gli adulti il secondo.
Negli ultimi anni il San Mamolo ha collezionato tutti i podi più alti della Joy Cup, il titolo nazionale del C.S.I., e si presenterà davanti al Papa a fine Giugno per celebrarlo con quello che sa fare meglio: educare i bambini che diventeranno gli uomini del futuro; quest’anno infatti, il San Mamolo ha visto aumentare i propri iscritti fino a oltre 300 atleti, un numero esorbitante se si pensa che stiamo parlando di Judo…, sintomo che “educare” allo sport da ottimi frutti.
 

Autore: Uff. Stampa

Titolo: SAN MAMOLO JUDO ANNO SPORTIVO
2003-2004

Data: 18-05-2004

San Mamolo Judo Anno Sportivo 2003 – 2004

Nei primi giorni del Settembre 2003 i nostri ragazzi si trovavano a Fanano per la consueta preparazione atletica, in attesa dell’inizio delle gare ufficiali,
e di quei giorni ne sono passati tanti altri pieni di fatiche, lacrime, litigi, ma anche sorrisi, vittorie ed amicizia.
Questa è la storia che si ripete, anzi cresce: cresce nei nostri ragazzi che con la costanza dei professionisti si allenano ed intanto vanno a scuola e studiano;
cresce con i bambini che, sempre con entusiasmo, vengono a Judo, si divertono, vincono contro avversari più grandi; cresce nei nostri atleti che, diventati adulti, scelgono di continuare gli insegnamenti del Maestro che ha insegnato loro cos’è il Judo. Questa è la storia del San Mamolo Judo: una “piccola” società che con tanta fatica e carattere si è portata nelle alte sfere del Judo Italiano e compete con i maggiori atleti nazionali ed internazionali con il suo “vivaio”, una squadra di amici.
A NOI del San Mamolo piace, comunque, lasciar parlare i numeri:
la nostra società consta di ben oltre 300 atleti, la maggior parte dei quali hanno meno di 14 anni;
da Ottobre ad oggi abbiamo disputato 23 competizioni (1 ogni 2 settimane) e ne avremo ancora a Giugno.
Quest’anno è stato importante anche per tre nostre “bandiere”: Roberto Rusignuolo, divenuto arbitro F.I.J.L.K.AM.; Gabriele Manzoni, promosso cintura nera dalla commissione F.I.J.L.K.AM.; Clio Dosi, che ha conquistato la cintura nera in combattimento, alle finali del Campionato Nazionale F.I.J.L.K.AM, a soli 17 anni, impresa riuscita, nel San Mamolo, solo al M° Paolo Checchi.
Da Gennaio ad oggi Clio Dosi, Giacomo Berti, Elena Barbarella e Chiara Casadio hanno raggiunto le finali del campionato nazionale: questi atleti sono spesso gli unici rappresentanti di Bologna alle fasi finali del campionato.
Dietro le grandi imprese ci sono sempre coloro i quali stanno in silenzio e non si fanno vedere, ma che in realtà hanno lavorato tanto per aiutare e far crescere i nostri ragazzi: questi sono Luca Fabbri, Edwin Russo ed Edoardo Paoletti.
Gianluca Frascà, braccio destro del Maestro nonchè consigliere della società, Pietro Arnofi e Vincenzo Mauriello sono invece gli insegnati tecnici che aiutano i ragazzi nello sviluppo del proprio Judo, crescendo nella tecnica, nel fisico, ma spesso anche nella “testa” e sono, insieme con il Maestro, le guide dei campioni che calcano il tatami del San Mamolo.
C’è poi chi non manca mai e, non contento, si porta sempre dietro una scorta di cibo per gli atleti dopo ogni allenamento, per far sì che riprendano in fretta,
ma anche un po’ perché abbiamo degli atleti golosi…: queste “sante” persone sono Davide Bagante, anche consigliere della società e Paolo Suppini.
Di solito si annunciano per primi, ma abbiamo preferito avessero un momento speciale, perché è anche grazie a loro che il San Mamolo “sopravvive”:
sono l’IMA e la CARPENFER, i due sponsor che rendono possibile tutto questo, dando un vero e proprio sostentamento per la società.

Questi i risultati ottenuti da Ottobre a Maggio, dai nostri atleti:
• Campionati Italiani Esordienti (Ostia, 15-16 Novembre 2003): 7°- 9°- 11°-11°
• Campionati Italiani Esordienti (Ostia, 27-28 Maggio 2004): 11°-11°
• Campionati Italiani Juniores (Genova, 6-7 Marzo 2004): Clio Dosi, 7°, conquista la cintura nera.
• Campionati Italiani Cadetti (Crotone, 8-9 Maggio 2004): 7°- 9°- 11°- 17°
• Campionati Regionali F.I.J.L.K.AM: 1 oro, 2 argenti, 6 bronzi
• Nei trofei internazionali i nostri atleti hanno conquistato 1 argento e 5 bronzi.

Questi i risultati ottenuti nelle gare a squadre dalla nostra società:
• Meeting Nazionale di Trento (adulti): 3° classificata
• Gran Premio Giovanissimi di Trento: 2° classificata
• 12° Campionato Interregionale C.S.I.: 1 classificata
• Campionato interregionale C.S.I. “Memorial Massimo Pizzoli”: 1° classificata
• Trofeo provinciale a squadre (S. Giorgio di Piano): 1° e 2° classificata

Ricordiamo che dal 2 al 5 settembre 2004 (compresi), la squadra andrà in ritiro a Fanano per la consueta preparazione atletica; quest’anno si accettano i nati dal 1994 in su, per chi fosse interessato potrà contattare il Maestro Paolo Checchi.
 

Autore: Marcello Bernardi

Titolo: IL JUDO

Data:

“Buona educazione, fiducia nel maestro e amore per l’arte: sono le tre qualita’ che si devono coltivare dentro di se’ per praticare il judo.
Il che vuol dire rispetto per gli altri, umilta’ e dedizione.
In breve, civilta’.
Perche’ il judo e’ proprio questo: una scuola di civilta’.”

Marcello Bernardi

Autore: Roberto Rusignuolo

Titolo: JUDO: NELL’UNIONE E’ LA FORZA

Data: 30-09-2003

Un anno trascorso intensamente, all’insegna dell’entusiasmo e della determinazione è stato quello che ha caratterizzato il sempreverde SAN MAMOLO JUDO.
Molte sarebbero le imprese da citare e ancora di più le medaglie conquistate dagli atleti del Maestro Paolo Checchi. Ma il miglior risultato è stato quello registrato ancora una volta dai numeri, i numeri in ascesa dei piccoli e grandi atleti iscritti. Ciò dimostra che oltre agli importanti traguardi raggiunti da una società sportiva, a segnare la qualità del lavoro svolto, c’è anche la fiducia delle persone verso una squadra ed i suoi insegnanti.
Il gruppo ben affiatato degli atleti del SAN MAMOLO ha partecipato a diverse gare in programma sui cartelloni della Federazione e del Centro Sportivo Italiano e in tante ha lasciato il segno.
Dalle competizioni organizzate dal più grande Ente di Promozione Sportiva in Italia, il SAN MAMOLO JUDO è spiccato sempre e su tutti: ha vinto il Campionato Interprovinciale con tanti medagliati in disparate categorie di peso e di età, ha vinto il Campionato Interregionale con un ricco e soddisfacente medagliere e si è preso il lusso, insieme agli atleti del Maestro Bellavia di SAN GIORGIO DI PIANO ed all’atleta dell’insegnante Rusignuolo di MONTEVEGLIO, di dominare al Campionato Nazionale Joy Cup svoltosi a Fiuggi.
Ha vinto ancora una volta il Trofeo Nazionale Città di Trento con due migliori atleti premiati.
Per di più quest’anno si sono svolti i Campionati Europei della FICEP a Linz, in Austria e qui la squadra guidata dal Maestro Paolo Checchi e dalla Maestra Paola Diluigi ha conquistato un terzo posto con la squadra maschile e un terzo posto con la squadra femminile, nonché sette medaglie nelle gare individuali e un quinto posto di Roberto Rusignuolo e un settimo posto di Clio Dosi entrambi del SAN MAMOLO JUDO di Bologna.
Non mancano i risultati in campo Federale dove anche quest’anno si sono ottenute due belle qualificazioni alle Finali Nazionali con Clio Dosi e Francesca Rovelli.
Il nuovo anno sportivo sta per iniziare e la squadra bolognese si ritira nella suggestiva località di Fanano, per affrontare gli allenamenti di nuovo riunita e per guardare all’anno che si presenta. Tanti saranno gli appuntamenti, di gare, di esami per cinture nere e per arbitri e altrettanti traguardi che ci si auspica di superare.
Nel judo il rispetto verso se stessi e verso il prossimo porta i ragazzi a crescere e guardare oltre una semplice vittoria o sconfitta scoprendo l’ambizione a migliorarsi.
Lo spirito di sacrificio forgia caratteri forti e malleabili, aperti a tutti in qualsiasi situazione. La determinazione fa superare le amarezze e le sconfitte ed ad imparare da queste, e porta a rialzarsi sempre dopo ogni caduta e ad innalzarsi oltre ad ogni vittoria. Molte altre sono le qualità che fanno un essere umano utile ed emulabile nella nostra società e molte sono quelle che si scoprono di avere seguendo insegnanti corretti e umili che hanno il solo interesse ad operare nel miglior modo possibile.

Roberto Rusignuolo

Autore: Clio Dosi

Titolo: CSI Judo agli Europei F.I.C.E.P.

Data: 24-07-2003

L’energia giovane e l’onore commovente di sventolare il proprio tricolore all’estero; in vittoria o in sconfitta: emozione tutta italiana della rappresentativa del CSI Judo agli Europei FICEP.

Ventitre tra ragazzi e ragazze che, passate le selezioni in maggio a Fiuggi, hanno trascorso cinque giorni a Linz (Austria).

Delusioni e sbandamento iniziale quando i padroni di casa hanno deciso, alla vigilia della gara, di unire le classi junior e senior, costringendo diversi atleti italiani a competere in una categoria sia di età che di peso superiore alla loro. Immancabili i torti arbitrali durante la gara: rabbie cocenti nelle finali e polemiche – stavolta si può proprio dire: non dettate dal solito vittimismo italiano – d’altra parte inevitabili quando come avversari ci si trova davanti non solo un bravo judoka ma anche il peso politico della nazione che rappresenta.

Nonostante questo lacrimoni al suon di Mameli cantato a squarciagola ci sono stati: 1 oro, 3 argenti e 5 bronzi, tutti gli altri atleti italiani quinti o settimi. 

Anche nella gara a squadre al podio, sconfitti di un soffio dai francesi (secondi) per 4 a 3; sia nei maschili che nei femminili.

Una rosa di sentimenti che in ogni caso ha ripagato le fatiche fisiche e mentali degli atleti, pronti a ripartire a settembre in vista della prossima competizione.

 

Clio Dosi 

 

Autore: Roberto Rusignuolo

Titolo: Judo: grande Italia ai Campionati Europei F.I.C.E.P

Data: 16-20 luglio 2003

JUDO: GRANDE ITALIA AI CAMPIONATI EUROPEI F.I.C.E.P.

Venerdì 18 e sabato 19 luglio si sono svolti i Campionati Europei della Federazione Internazionale Cattolica, che quest’anno hanno brillato nel vasto cuore verde dell’Austria, a Linz.
I 23 atleti della rappresentativa nazionale selezionati dai direttori tecnici Maestro Paolo Checchi di Bologna e Maestra Paola Di Luigi di Roma, e il Presidente Nazionale Judo del CSI Gianni Tarabelli di Trento, sono partiti mercoledì mattina per prendere alloggio nell’accogliente albergo riservato dall’organizzazione della F.I.C.E.P che ospitava centinaia di atleti provenienti da dodici paesi europei e da una rappresentativa del Madagascar.
I giochi si sono aperti con una bella festa inaugurale presieduta dai rappresentanti della Ficep e coronata dalla sfilata delle rappresentative nazionali.
Giovedì sera si sono effettuati i pesi dei judoisti, e gli atleti italiani hanno ricevuto due amare sorprese. Secondo il “nuovo regolamento” a detta degli austriaci le classi juniores ( fino a 18 anni ) e seniores( fino ad oltre 35 anni ) dovevano essere unite, evidenziando che il maggior numero degli italiani era della classe juniores; inoltre non si potevano avere più di due atleti per categoria di peso, e qui diversi italiani che con sacrifici erano riusciti a restare in peso, sono dovuti passare nelle categorie successive.
Rassegnati, ma non abbattuti, gli atleti il giorno successivo erano pronti per la competizione.
Venerdì pomeriggio Palazzetto gremito da atleti, tecnici, arbitri, medici, pubblico; la nostra nazione era rappresentata da due esperti arbitri internazionali, Stefano Rossi e Paolo Marras, e vantava anche un valido fisioterapista, Vincenzo.
L’Austria, padrona di casa, ha voluto a sorpresa schierare gli atleti della nazionale A, e non da meno la Francia e la Germania hanno fatto gareggiare atleti delle loro squadre nazionali.
Un bel colpo per l’Italia che, si era formata da atleti di buon livello provenienti da tutto il territorio nazionale ma certo non si aspettava di dover competere con avversari di quella portata; altra sorpresa che non ha comunque scalfito i visi sereni e concentrati dei nostri ragazzi.
Si parte con la cat. 48 Kg femminile; esordisce la nostra Roberta May di Bergamo che subito vince con grinta un incontro dopo l’altro, tutti per ippon( punto massimo ) aggiudicandosi la medaglia d’oro. Ora tocca a Marina Pietrangeli, nella cat. 57 Kg che entusiasma con la sua tenacia sconfiggendo valide avversarie e cedendo solo in finale, a tempo regolamentare oramai scaduto, conquistando una meritatissima medaglia d’argento. Si continua nel tatami a fianco degli uomini con il partenopeo Domenico Forioso, nella cat 100 Kg ( la sua cat effettiva era la 90 Kg ), possente incontrastato si conquista la medaglia d’argento che dedica sul podio al maestro Checchi e a tutta la nostra nazionale. La cat. 78 Kg femminile vede schierata la bolognese Claudia Guiati determinata e concentratissima fa strage, aggiudicandosi una medaglia d’argento, dietro alla campionessa austriaca.
Ed è la volta del giovane romagnolo Andrea Rapetti che conferma le sue qualità e la sua grinta conquistando un ottima medaglia di bronzo.
Ma non è finita, perché a salire sul tatami ( materassina ) è il bresciano Marco Silistrini, giovane atleta dalle notevoli qualità che gli fanno aggiudicare uno strabiliante terzo posto.
La categoria + 100 rappresentata da un altro possente italiano il comasco Marco Bonfrisco, che lotta a denti stretti fino a raggiungere una brillante medaglia di bronzo.
Il team azzurro, non ancora sazio, continua tenace nella corsa alla medaglia.
Combattimenti duri, mozzafiato e si sfiora il podio con 11 preziosi quinti posti. L’entusiasmo è alle stelle e l’unitissima squadra italiana lo sottolinea in un coro da pelle d’oca all’alzarsi del tricolore, sulle note del nostro inno.
Sabato mattina. Una notte magica è passata dai trionfi della gara individuale ed ecco nuovamente schierarsi le rappresentative nazionali per l’attesissima gara a squadre. I nostri ci sono, pronti, attenti, determinati e soprattutto uniti.
In contemporanea si svolgono gli incontri femminili e maschili, seguiti rispettivamente dalla Maestra Paola DiLuigi e dal maestro Paolo Checchi; è un susseguirsi di emozioni intense, continue.
Le nostre squadre avanzano incontro dopo incontro, senza demordere, nonostante i forti atleti austriaci francesi, tedeschi. Ed è proprio con questi ultimi che sia la squadra maschile che quella femminile competono fino all’ultimo combattimento aggiudicandosi la vittoria e due splendidi sorprendenti terzi posti.
Senza tralasciare che la squadra maschile sfiora la medaglia d’argento, cedendo alla Francia con tre vittorie a quattro, contando che il forte Domenico Forioso doveva abbandonare il combattimento per un doloroso strappo muscolare.
Magnifici atleti, che grande squadra l’Italia !!
Quattro anni fa agli Europei svoltosi a Torino l’Italia conquistava due ori e un bronzo, ma schierando juniores e seniores separatamente in due differenti classifiche.
Questa volta torna a casa con 1 oro, 3 argenti, e 5 bronzi. Ed è un continuo crescendo.
Alla festa di chiusura dei Giochi si è dato appuntamento ai prossimi Campionati Europei con un comune denominatore la gioia di competere e di migliorarsi.



Roberto Rusignuolo
 

Autore: Paolo Checchi

Titolo: Campionati Europei LInz Austria

Data: 16-20 luglio 2003

CAMPIONATI EUROPEI
16/20 Luglio 2003-LINZ AUSTRIA

La rappresentativa italiana è alloggiata nel Centro Internazionale per studenti dell’Università di Linz in Austria, un bellissimo centro circondato dal verde.
Dodici le nazioni partecipanti, di cui sette per il judo, oltre un centinaio gli atleti.
Le gare si svolgeranno il venerdì pomeriggio la gara individuale e il sabato mattina la gara a squadre. Mercoledì sera dopo aver preso possesso delle nostre stanze nel centro universitario di Linz, partiamo per sfilare insieme a tutte le altre nazionali nella cerimonia d’apertura.
Oltre mille giovani partecipano alla parata dietro alla bandiera della loro nazione.
Giovedì mattina arriviamo presso il Centro Sportivo Auf Der Gugl, un impianto grande come un quartiere. Vi sono campi da calcio, la pista d’atletica , il campo da rugby, da tennis, la piscina, le sale pesi, la palestra per la ginnastica, la palestra per il judo, il ristorante e il bar.
Mi do da fare per trovare la palestra di judo per poter allenare i nostri ragazzi. Finalmente dopo aver chiesto mille informazioni riesco a trovarla. I nostri ragazzi possono svolgere un buon allenamento sotto gli occhi attenti di Paola. Guardo i “miei” ragazzi e li vedo attenti e tirati.
Un bellissimo gruppo!!
Alla sera durante la riunione dei tecnici, ci comunicano che l’organizzazione austriaca da oltre un mese aveva deciso di fare gareggiare insieme le classi juniores, più giovani, con le categorie seniores. Peccato che noi tecnici italiani non ne fossimo al corrente, infatti siamo la squadra più giovane!!
Nonostante questo inconveniente, mi sforzo ad essere ottimista al contrario del mio amico Stefano Rossi, maestro romagnolo verace che borbotta il suo disappunto all’organizzazione.
Venerdì arriviamo puntuali al Palazzo dello Sport dove alle 14,30 si svolgeranno le gare individuali.
Vincenzo il nostro fisioterapista romano controlla ad uno ad uno gli atleti ad alcuni fa un massaggio ad altri mette bende o cerotti .
Al centro della Palestra sono stati allestiti due tatami. Quello di sinistra, giallo e rosso, vedrà i combattimenti femminili, quello di destra, verde e rosso, i combattimenti maschili.
Paola ed io abbiamo studiato le poule dei combattimenti.
La squadra padrona di casa ( austriaca) schiera tutta la Nazionale.
Tutti gli atleti francesi e tutti gli atleti tedeschi hanno vinto il titolo assoluto nel loro paese.
Ci sarà da soffrire per arrivare a medaglia!!
La categoria maschile è ad un livello tecnico altissimo.
La prima giornata di gara è durissima per i nostri ragazzi che sembrano disorientati, sono i più giovani, ma più passano i minuti più si fanno coraggio grazie al sostegno e al tifo dei loro compagni. Così arrivano le prime medaglie.
Alla fine della gara saranno ben sette le medaglie conquistate dalla nostra nazionale.
La sera di venerdì, decido di portare a mangiare la squadra nel centro di Linz per distenderli e caricarli per l’ultimo giorno di gara, il più stimolante e il più importante perché c’è la gara a squadre.
La mattina alle 7,00 siamo già al Palasport. L’emozione e la tensione è altissima, ma i nostri ragazzi uniti si radunano insieme in un angolo del palasport e attaccano il nostro tricolore ben visibile sugli spalti. La mamma Franca coccola tutti i ragazzi, Gianni con la telecamera riprende gli atleti, Sandra scrive i risultati dei tabelloni di gara, mentre Stefano e Paolo, i nostri arbitri, si confrontano con i loro colleghi internazionali. Insieme a noi si è unita una simpatica ragazza austriaca che ha studiato a Bologna che ci farà da traduttrice. Paola ed io nervosamente camminiamo lungo la palestra .
Nella gara a squadre i nostri ragazzi danno il massimo. Tutta la squadra sostiene l’atleta sul tatami e io perdo la voce a seguirlo ed a incitarlo. Nella poule finale, Domenico, detto Mimmo un simpatico ragazzo napoletano si infortuna e piangendo deve abbandonare la squadra maschile. Nonostante questa grave perdita, la nostra nazionale si classifica al 3° posto. Lo stesso risultato l’ottiene la squadra femminile.

Autore: Paolo Checchi

Titolo: Memorial Zanatta

Data: 1 Maggio 2003

La giornata del 1 maggio u.s. è stata come al solito piena ed esaltante:

- alle ore 08.00 arriviamo al palazzetto di Pianoro, bello ed accogliente.
Le nostre ragazze ci sono tutte!
Alle ore 8.20 le atlete sono tutte pesate e nella loro categoria di peso.
La squadra è composta da:
May Roberta nella cat.52 kg;
Galetti Alice nella cat.57 Kg;
Dosi Clio nella cat.63 Kg;
Fiocca Francesca nella cat.70 Kg;
Cannata Maria Elena nella cat.78 Kg;
tutte vincitrici lo scorso anno della Joy Cup.
Il Tecnico che segue le ragazze a bordo tatami è il M° Paola Di Luigi.
Il riscaldamento comincia verso le ore 8.45.
Alle ore 9.30 la gara ha inizio.
Il primo incontro vede la nostra rappresentativa CSI
contro la squadra romagnola del Centro Sportivo Village di Ravenna.
Paola mi chiede di starle accanto, mi fa piacere, insisto per andare fuori, ma mi invita a restare.
Cominciamo con la Cat. 52 Kg.
Bella gara, molto equilibrata:
Roberta si muove bene, purtroppo passa in svantaggio a metà gara
e non riesce a recuperare, le ragazze sono tese, tifano, ma ho l'impressione che siano ancora legate per la tensione.
Robertina nonostante la bella gara perde per juko.
Nonostante la sconfitta e l'umore nero si vede che Roberta è veramente brava !!
Adesso sale Alice nella categoria 57 Kg:
il suo combattimento è in salita, prende un wazari e deve rincorrere,
purtroppo perde per ippon.
Siamo 0 a 2 è dura !!!
Paola guarda Clio,
i nostri sguardi s'incrociano, sono tranquillo,
“Clio è tosta!”- Le sussurro !!
“Clio devi vincere per forza !!”
Paola ridendo mi dice:
" Che vol dire tosta ?? "
Il combattimento è bellissimo, tiratissimo,
le due atlete danno il massimo.
Clio attacca sempre, la sua avversaria non riesce a fare nulla, ma non cade !!
Le ragazze a bordo tatami urlano, sostengono le loro compagne,
l'avversaria di Clio cala fisicamente, è da 3 minuti che Clio incalza,
attacca ancora, attacca e finalmente prende uno juko di vantaggio,
la ferma a terra e .......bumm
Ippon !!
Le ragazze che fino a quel momento erano state mogie, un po’ tese si scatenano !!
Siamo 1 a 2 e rientriamo in gara !!
Cat. 73 Kg:
Francesca, si muove benissimo domina la sua avversaria, ci sentiamo tranquilli,
è molto sicura, fa un bellissimo combattimento. Purtroppo la sua avversaria non cede
ma Francesca vince anche lei per juko !!
Urla di gioia nel palazzetto. Siamo 2 a 2 !!! .
Alla fine di ogni combattimento, Paola prende l'atleta e le corregge gli errori !!
Adesso Maria Elena, una bella ragazza sotto i 78 kg:
nel suo combattimento trova una ragazza della categoria oltre.
Questo incontro deciderà la squadra vincitrice e la squadra che andrà in finale.
Non c'è storia !!
Maria Elena, nonostante sia notevolmente più leggera, domina la sua avversaria.
Tutti gridiamo. M.Elena colpisce forte, prima un bel wazari ,
poi va in presa e vince !!!
Siamo 2 a 3. Grandi ragazze !!
Eccoci alla finale !!
Secondo e ultimo combattimento contro la squadra del Budokan di Bologna,
guidata benissimo dal M°Difelice Antonio.
Il Maestro mi chiede se la sua squadra, a cui è venuta a mancare la ragazza della cat. 57,
può far lottare la ragazza dei 52 nella cat 57 e farla lottare alla fine degli altri combattimenti.
Qualche tecnico è perplesso.
Noi avremmo 1 punto di vittoria su 5 assicurato,
ma trovo che non sia bello giocarsi la finale in questo modo, senza dare all'altra squadra la possibilità di giocarsela.
Le ragazze debbono lottare,
debbono confrontarsi quindi do il consenso !!
Comincia la finale !!
Cat. 52 Kg:
Robertina va forte,
si è tranquillizzata, si muove veramente bene,
domina la sua avversaria, il morale è a 1000.
Tira, tira ancora fin quando riesce ad andare in presa e vince.
Cat. 63 Kg:
Clio, come nel primo combattimento è sempre all'attacco
la sua avversaria la teme e si difende,
la squadra la incoraggia,
ma dopo il terzo minuto
ecco il colpo da KO:
Clio tira e ...Ippon !!
2 a 0 per noi - Gran musica sugli spalti per i nostri tifosi !!
Cat. 70 Kg:
Francesca è fortissima,
domina nettamente la sua compagna avversaria,
nelle prese è nettamente superiore!!
Praticamente tira soltanto lei !!
La sua avversaria si difende soltanto;
le ragazze sentono di avere la vittoria in mano.
Mentre un maestro mi si avvicina e mi dice:
" troppo superiore la tua ragazza ",
succede l'imprevedibile:
Francesca perde, prende un Ippon terribile !!
Sconsolata esce amareggiata !!
Subito le compagne le sono vicine, la tranquillizzano.
Siamo 2 a 1.
Adesso la cat 78 Kg:
Maria Elena nei primi 2 minuti
è veramente forte passa in vantaggio,
lavora perfettamente a terra,
poi la sua avversaria pareggia
e infine prende il sopravvento.
M.Elena ha un calo fisico.
Le ragazze di entrambe le squadre capiscono il momento delle loro compagne e cominciano a sostenerle, ad incitarle.
Elena è in crisi ma, come una leonessa ferita, ha una rabbia terribile
e ritorna in vantaggio:- wazari,.. va in presa .....
la tiene in presa, ancora pochi secondi che non passano mai e.......Bumm !!
vittoria 3 a 1.
Abbracci… siamo primi !!
Adesso c'è Alice nella cat. 57Kg.
Forse Alice non sarà concentrata, forse, dopo la vittoria della squadra!
Sembra che sia proprio così il primo minuto del combattimento di Alice che subisce la sua avversaria. L’atleta sembra infatti crollare.
Ma a poco a poco riesce a pareggiare e sospinta dalle sue compagne comincia un nuovo combattimento, tutta grinta, fino a quando con un tomoe nage vince per Ippon !!
4 a 1 - Bella vittoria !!
Tutte le ragazze si abbracciano, mi saltano addosso.
Guardo Paola, i nostri sguardi che si sono incrociati scambiandosi
tensione e complicità per tutta la durata dei combattimenti, ora che tutto è finito, non nascondono una grandissima soddisfazione e felicità !!

Paolo Checchi

Autore: Roberto Rusignuolo

Titolo: Judo Meeting Nazionale di Trento: Primi !!

Data: 24 Aprile 2003

Sessanta bolognesi salirono a Trento......
Tanti erano gli atleti e i genitori che, nei giorni di sabato e domenica 12 e 13 aprile, si sono recati al palazzetto dello sport, per altro bellissimo, di Trento, per disputare la XIII edizione del Meeting Nazionale che quest' anno per la prima volta era organizzato dalla FIJLKAM.
E' stata una due giorni veramente entusiasmante, a cominciare dagli atleti più grandi tra le classi esordienti, cadetti, juniores e seniores.
I molti presenti hanno potuto constatare un buon livello di preparazione dei vari atleti ed una buona organizzazione e conduzione di gara.
Nella passata edizione il CSI Bologna aveva fatto ricco bottino nelle varie categorie, ma si era dovuto "accontentare" della seconda piazza.
Quest' anno il Team condotto dai bravi Maestri Paolo Checchi e Salvatore Bellavia ha sbaragliato tutto e tutti guadagnandosi una meritatissima vittoria e portando a casa il trofeo tanto ambito.
Nella giornata di domenica si sono svolte le competizioni dei piccoli atleti a partire dai bambini di 5 anni, fino ai più grandi di 11 anni.
Anche qui un bel judo, con bimbi concentrati e determinati, ma anche divertiti ed entusiasti.
Una bella gara,da vedere e da gustare tra il composto pubblico dei genitori e degli insegnanti.
E' splendido vedere con quanta naturalezza e spasso i bimbi più piccoli lottino, portando la competizione ad un mero divertimento nella vittoria così come nella sconfitta.
Ed è stimolante osservare come la sconfitta accompagnata dalla lacrimuccia dei bimbi più grandi, venga subito smaltita, dopo il conforto degli insegnanti, con un contagioso sorriso.
Anche tra i bimbi il CSI Bologna non è stato da meno dei grandi vincendo il III Gran Premio Giovanissimi.
Una gara a livello nazionale davvero entusiasmante considerando poi anche la premiazione come migliore atleta maschile nella categoria cadetti di Carcano Arcangelo e come migliore atleta femminile nella categoria bambini di Costanza Pezzi Guarnati.
Non c'è che dire; un bel bottino !! Conquistato con l'impegno e la determinazione di una grande squadra.
Complimenti Ragazzi !!

Roberto Rusignuolo
Capitano del San Mamolo Judo

Autore: Paolo Checchi

Titolo: Una grande, forte emozione di un papà....." maestro "

Data: 22 Aprile 2003

Oramai dovrei essere avvezzo alle gare, sono freddo nel momento dell'incontro e sento di aver l'incontro tatticamente in mano, ma questi due giorni per me sono stati particolarmente duri. Confrontarmi con le mie bimbe, che sentono tanto la tensione della gara è faticoso. La tensione di sabato della Martina mi sembrava esagerata.......... Marti sabato ha vinto 2 combattimenti come una veterana. Sicura, perfetta !!!
Un primo posto il suo, che sentivo vicino perché Martina la conosco bene.
Carlotta, tutto cuore invece, domenica era alla sua prima gara in piedi e ha vinto mettendoci tutta se stessa, quel cuore che non le manca mai quando combatte!
Quel puledrino che saltava sul tatami con le braccia forti sulle sue avversarie, quel cuoricino che lottava fino alla fine con tanta grinta e tenacia.
Quelle lacrimone scoppiate dopo, mentre mi abbracciava forte, forte........tanta voglia di mostrare " tanto " al suo papà.
Avevo provato a parlarle, a tranquillizzarla, perchè fosse serena, perchè fosse tranquilla, perché l’importante alla prima gara è partecipare ed imparare, ma lei con quel visino dolce e quegli occhioni grandi mi ha risposto:
" Papà, io voglio vincere per te !! "

Paolo Checchi

Autore: Clio Dosi

Titolo: Gara del 9 marzo

Data: 22 Aprile 2003

Una serata come tante altre. Devo dire che non sarei neanche in grado di dirvi il giorno preciso se me lo chiedeste. Forse "azzeccherei" il mese pensandoci un po' su... vabbè, giusto perche siete voi.. vediamo.. Fine gennaio? Sì, potrebbe essere. Ma non importa.
Quel che conta è che in una serata come tante altre correvo come al solito in ritardo verso la palestra; qua e là, saluti e sorrisi frettolosi come tanti altri, spingo la porta del judo e sento un odorino "alla puzza di piedi" come tanti altri ( anche se notevolmente formaggioso), e tra tanti judogi bianchi come tanti altri, vedo una pelata impossibile da non riconoscere. E sbuffava, la pelata. Sbuffava, sbuffava tra i suoi fogli e le sue carpette.
- Ciao Paolo! Come sei messo con le iscrizioni per il 9 marzo?
- Eh no! Quest' anno chiudo le iscrizioni a 250!
E in effetti la Pallavicini, domenica 9 marzo, non ha visto 300 bambini come l' anno scorso, ma solo 280. Se solo è il primo aggettivo che vi viene in mente.
Come ogni anno, l'indomani della gara, sul tatami, tutti in cerchio eravamo ad ascoltare il maestro Paolo, che dopo averci mangiato su una bella pizza alla mozzarella di bufala con tutta la squadra, ora non sbuffava più e si diceva estremamente fiero di noi tutti.
Il risultato è arrivato, puntuale come una tassa: S. Mamolo judo: 1a società classificata, a seguire la società Casalecchio dove insegnano Gabriele Manzoni e Alberto Soavi, sistemati dal maestro Paolo da solo 1 anno e mezzo.
E soprattutto è arrivato puntuale il "magone" di Paolo così orgoglioso nel vedere i suoi ragazzi arbitrare veloci ed efficienti ai tavoli, soffiare il naso al bambino che ha perso (e io mi sono anche dovuta tenere il fazzoletto smoccolato in tasca!!!), seguirsi a vicenda di fianco al tatami.

Autore: Gianluca Frascà

Titolo: L'arbitro nel judo

Data: 7 Aprile 2003

Nel Judo e più precisamente nel combattimento, la figura dell'arbitro sopporta un peso notevole:
in tempi nei quali l'arbitro è sempre contestato, il Judo vuole dare prova di maturità e disciplina, mostrando che questa figura fondamentale esige fiducia e rispetto.
L'arbitro, infatti, è Insindacabile e Incontestabile: in poche parole ha sempre ragione (...anche se sbaglia!).
Nel Judo si distinguono diverse figure di arbitro e di giudice, con altrettante differenti competenze tecniche: l'Arbitro, che sta al centro del tatami e segue il combattimento da vicino decidendo il punteggio da conferire ad un atleta per l'esecuzione di una tecnica; i due Giudici di sedia, ai due corrispondenti angoli opposti del tatami, che aiutano l'arbitro in situazioni controverse, controllano che gli atleti non escano dai confini del tatami nell'esecuzione di una tecnica e danno personale valutazione in caso di parità degli atleti a fine combattimento; i Giudici di tavolo, che segnano i punti dati dall'arbitro agli atleti e gestiscono l'aggiornamento continuo dei tabelloni e dei verbali di gara.
Tutte queste persone concorrono insieme all'ottima riuscita e organizzazione della gara e del singolo combattimento.
L'Arbitro, però, ha una funzione assai più importante di tutto questo, ed è quella di salvaguardare l'incolumità e la salute degli atleti in gara. Egli deve saper "gestire" il combattimento senza influire su di esso ed allo stesso tempo essere super partes per garantire il giusto e regolare svolgimento della competizione.
Il ruolo dell'arbitro è, di certo, quello più difficile in una competizione per una lunga serie di motivi che vanno dalla difficile e completa preparazione tecnica alla perfetta conoscenza dei regolamenti, ed ancora alla capacità di essere sempre obbiettivi.
 

Autore: Luca Fabbri

Titolo: L'arbitro

Data: 7 Aprile 2003

Il ruolo dell’arbitro non è mai un compito facile, nel judo in particolar modo.
Nel suo operato l’arbitro è affiancato da altri due giudici, chiamati giudici di sedia, con cui l’arbitro può consultarsi in caso d’indecisione, o in caso di parità.
L’arbitro dirige il combattimento utilizzando gesti e parole chiave, necessari per indicare ai giudici di tavolo i vari punteggi da assegnare ai judoka per le tecniche che eseguono, e in caso di pericolo per sospendere l’incontro.
L’arbitro può anche assegnare penalità ad uno dei due atleti in caso questi sia passivo nel combattimento o commetta scorrettezze. Tali penalità si trasformano in punti per l’avversario, detti punti judo.
La scala dei punteggi è una scala graduata, ad ogni punto corrisponde un livello di qualità della tecnica o un certo numero di scorrettezze dell’avversario. La qualità della tecnica che l’arbitro deve giudicare è in relazione a come cade uke (chi subisce la tecnica), alla velocità d’esecuzione, alla forza con cui è eseguita e alla precisione d’esecuzione. Nel caso in cui la tecnica si eseguita con massima rapidità e uke sia proiettato nettamente sulla schiena l’arbitro può assegnare l’ippon, ovvero il punto massimo raggiungibile con cui si chiude immediatamente l’incontro. In altri casi si ricorre a punteggi minori. La durata degli incontri varia in relazione alla categoria d’età e sarà il tavolo a decretare la fine suonando una campanella. Se al termine dell’incontro nessuno dei due atleti ha svolto tecniche da ippon il vincitore sarà decretato in relazione ai punti judo guadagnati e in caso di parità si ricorrerà all’hantei, ovvero al giudizio congiunto d’arbitro e giudici di sedia.
Nel corso di una sessione di gare i giudici di sedia e l’arbitro possono alternarsi e questo permette sempre una certa equità nei giudizi.
L’arbitro durante l’incontro deve essere molto attento e sempre in una buona posizione di vista deve essere sempre in grado di capire se è necessario sospendere l’incontro in caso di pericolo o di scorrettezze.
In questi ultimi anni si sono effettuate molte modifiche ai vari regolamenti e ai vari criteri di scelta per l’assegnazione dei punteggi e delle penalità e gli arbitri sono sempre soggetti a continui corsi d’aggiornamento che permettono di mantenere un buon livello di preparazione e affidabilità

 

Autore: Luca Fabbri

Titolo:CAMPIONATO INTERPROVINCIALE

Data: 1 Dicembre 2002

Domenica 1°dicembre si è svolto, presso Villa Pallavicini, il Campionato Interprovinciale di judo 2002-2003.
Alla manifestazione hanno partecipato oltre 300 atleti, affiliati a 15 società proveniente anche dal Trentino Alto Adige.
La competizione ha preso il via alle ore 9.00, ed è terminata alle 13; il tutto si è svolto in un clima di grande entusiasmo e divertimento, senza però mai perdere la concentrazione a livello organizzativo.
Le attività, infatti, sono state magistralmente organizzate e gestite dal M° Paolo Checchi e dallo staff della sezione arti marziali del CSI, avvalendosi inoltre del prezioso aiuto fornito da una delegazione di tre arbitri della federazione italiana FIJLKAM.
A livello di risultati sportivi in molte categorie si sono visti volti nuovi, nuove promesse e tante riconferme, ma il crescente numero di bambini che si avvicinano a questo sport fa ben sperare per il futuro.Per quanto riguarda la classifica delle società partecipanti vi sono state molte novità, forte segnale di un judo in via d'evoluzione e di maturazione.
Il buon numero di partecipanti ha, infatti, riconfermato il posto di rilievo che occupa questa gara per tutti i judokas del CSI a livello regionale, e non solo; infatti, la presenza di società esterne alla regione ha anche evidenziato lo spessore del judo di Bologna a livello nazionale.
Importante ricordare che quest'anno la manifestazione era dedicata al ricordo del nostro carissimo amico e compagno Massimo Pizzoli, che sempre ha cercato di trasmettere ai giovani la forza dell'amore contenuta nello sport.
Per l'ennesima volta il primo dicembre, data ormai consolidata per questo evento, si è trasformato in una giornata di sport e d'amicizia, in cui tutti i nostri ragazzi hanno potuto confrontarsi fra loro, ma di più hanno potuto conoscersi e volersi bene, tenendo fede a ciò che Massimo ci ha sempre insegnato.
Un grazie a tutti i partecipanti e agli organizzatori ma ancor di più a Te Massimo che da Lassù ci hai aiutato e protetto.

~ Luca Fabbri ~

Autore: Staff

Titolo: PREMIO MASSIMO PIZZOLI

Data: 1 Dicembre 2002

Domenica 1 Dicembre 2002, presso il centro sportivo della società Antal Pallavicini si è svolto il consueto " Campionato Interprovinciale C.S.I di judo".
Vi hanno partecipato n.330 atleti provenienti dalla nostra regione più 2 squadre Trentine.
Questo campionato all'undicesimo anno, ha visto protagonisti gli atleti bolognesi.
Gli orsetti dell' IMA S. Mamolo, nome che gli deriva dal simbolo dell'orso che gli atleti di questa polisportiva portano sul loro judogi, guidati dal Maestro Paolo Checchi, dopo aver conquistato i Campionati Nazionali C.S.I 2001/2002, non si sono fatti sfuggire la gara di casa vincendo a pieno titolo il prestigioso trofeo giovanile.
Su 8 aree di combattimento ( " tatami " per coloro che praticano questa bellissima disciplina) gli atleti sono stati seguiti da ben 40 tecnici C.S.I.
Hanno contribuito alla bellissima manifestazione gli arbitri federali, che con occhi attenti hanno arbitrato gli atleti.
Villa Pallavicini con il suo accogliente palazzetto ha accolto oltre un migliaio di spettatori che si sono fatti sentire applaudendo le loro squadre.
Alle premiazioni hanno partecipato il Cav. Florio Mattei, Presidente Onorario Regionale del CONI, il Pres. Provinciale CSI Stefano Gamberini e tutta la Presidenza Provinciale.
Quest'anno è stato istituito un nuovo ed importante premio, " Il Memorial Massimo Pizzoli " premio andato a 5 atleti che si sono particolarmente differenziati per la loro bravura o per il loro comportamento sportivo.
A premiare questi atleti è stata la famiglia Pizzoli, nella persona del fratello Graziano.
Con tanta emozione nel ricordo del Vice Presidente Massimo, scomparso questa estate tragicamente, le premiazioni sono state accompagnate da un fragoroso applauso.

Autore: Paolo Checchi

Titolo: Ciao Massimo

Data: Agosto 2002

Caro Massimo,
come faccio sempre oramai da anni, quando viviamo insieme i momenti più importanti della nostra vita, ti scrivo.
Il più delle volte caro Max, i miei consigli ti giungevano per i tuoi " Pensieri d'amore ". Oppure per le nostre discussioni famigliari, famiglie importanti le nostre, ma, " Volte " un pochino pesanti.
Oppure per le tue partite a calcetto che finivano in incontri di pugilato. 
Ultimamente il più delle volte si parlava della salute del tuo papà.
E tu ogni qualvolta che passava il momentaccio, o il fattaccio, tornavi con gli occhi da labbrador, quegli occhi.........
quell'immenso dolce sguardo che ha Helge.
Non so se lui ha preso da te, o tu da lui; ma quello sguardo è stato per me così capito ed amato perchè mi riconoscevo nelle tue marachelle, e che mi ha portato a comprendere i tuoi difetti, ed ad amarli.
In questi anni abbiamo condiviso battaglie, ideologie, sport, beneficenza, e la generosità verso il prossimo.
Proprio la generosità verso il prossimo è la tua più grande dote, la generosità del tuo cuore verso tutti, tutti coloro che avevano bisogno.
" Caro Amico " io sono sicuro che li in " Paradiso " nella squadra di calcio, tu indosserai la maglia con il " Numero 10 ", e dal campo organizzerai il gioco di quei " Sandroni " degli angeli.
La mia speranza, oggi, è che tu sia felice e sereno, come lo sei stato quando hai tenuto in braccio la mia piccola Anna, " Appena nata ", o i tuoi bellissimi nipotini; e che da lassù tu possa sempre rimanermi vicino.

Paolo 

04/08/2002

Autore: Marcello Bernardi

Titolo: Il judo in 150 secondi

Data: Agosto 2002


Il judo continua a essere uno sconosciuto, affascinante sì, ma anche sospetto. 
E continua a esserlo nonostante la sua diffusione ormai più che ragguardevole. 
E' convinzione abbastanza comune che si tratti essenzialmente di una tecnica di difesa personale e di uno strumento di autorassicurazione fisica e psicologica. In definitiva, di un'arma. 
Ma ciò che normalmente non si sa è che chi possiede quest'arma tende per lo più a non usarla come tale.
E quanto meglio la conosce, tanto meno si sente portato a impiegarla. La cosa è logica, come vedremo subito, e dipende da questo: se è vero che il judo è un efficacissimo mezzo difensivo e offensivo, è altrettanto vero che non è solo questo. Il judo è anche un'arma, ma il suo spirito va ben oltre un simile aspetto superficiale e grossolano.
Moltissimi sono convinti che il judo sia uno sport. E' vero: lo è. 
Ci sono le gare e i campionati a livello locale, regionale, nazionale, internazionale, mondiale e olimpionico, ci sono coppe, federazioni, associazioni, medaglie, diplomi, eccetera; ci sono gli allenamenti, la ginnastica preparatoria, la "muscolazione", e via dicendo. 
Come si spiega allora che esistano esperti di considerevole livello che non hanno mai combattuto in gara, o che comunque non hanno mai vinto un incontro? 
Il fatto è che il judo è anche uno sport, ma non solo questo.
C'è infine chi guarda al judo come a un'arte. Giusto. A un determinato livello il judoka può davvero creare, mediante l'impiego del proprio corpo, qualcosa di estremamente estetico e piacevole. 
In un certo senso si tratta di un autentico linguaggio, paragonabile a quello della danza, o a quello figurativo, o persino a quello musicale e letterario. Come l'arte, il judo richiede fantasia, creatività, sensibilità, personalità. 
Sicuramente il judo è anche un'arte.
Ma è molto più di tutto questo. 
Il judo è una via. 
Parola che non si presta a un'agevole interpretazione nella nostra chiave culturale. Forse si potrebbe dire che è un modo di essere. 
Non ci si può avvicinare allo spirito del judo se non si vive in una certa maniera, interiormente ed esteriormente. 
E, viceversa, chi pratica il judo nel giusto spirito finisce più o meno consapevolmente col cambiare la propria vita, anzi il proprio stile di vita. Voglio dire, sia pure in termini molto generici e approssimativi, che il judo restituisce l'uomo a sé stesso, liberandolo da
quelle scorie che una società mercificante e alienante ha depositato su di lui.
La realtà di questo fenomeno è facilmente verificabile per chi, come me, fruisce di un'esperienza derivante dal quotidiano contatto col bambino. Il bambino, specie il bambino piccolo, si comporta diversamente da noi: è più vero, non si nasconde dietro alcuna maschera, affronta con coraggio e fermezza i problemi della sua esistenza, va diritto al suo scopo, si nutre dei contenuti essenziali della vita. E anche sul piano puramente fisico egli mostra delle impostazioni e degli atteggiamenti che sono quelli più adatti all'impiego migliore del suo corpo. Poi, da adulto, dovrà faticare molto per riconquistare quella posizione e quella dinamica del suo organismo che nei primi mesi di vita gli erano spontanee. Se vorrà riconquistarle, beninteso.
Dire che il judo restituisce l'uomo a se stesso significa dire che la pratica di quest'arte impone il recupero di certe qualità umane che si sono perdute negli stravolgimenti di una società disumana. Per esempio l'umiltà.
Occorre accostarsi al judo spogli di ogni presunzione, liberi da ogni sovrastruttura superflua, disposti a essere semplicemente quello che si è, aperti a un'esperienza del tutto nuova, pronti ad apprendere qualcosa che forse, sulle prime, può sembrare incomprensibile. 
Sulla materassina i professori, i commendatori, i dirigenti, i capi, non esistono più. 
Ci sono soltanto uomini uniti da un comune sforzo: lo sforzo di diventare migliori.
E poi la sincerità. Non serve fingere, non serve voler sembrare più bravi, non serve comportarsi in modo da meritare elogi, non serve dare l'impressione di fare più di un altro. Bisogna fare, e basta. Fare quello che si può, il meglio che si può, con tutte le proprie risorse. Bisogna prima di tutto essere sinceri con se stessi, saper guardare dentro di sé, sapersi conoscere.
Non è facile, naturalmente, ma questa è la via.
Ci si può riuscire se si riesce a riconquistare un'altra connotazione fondamentale dell'uomo: l'amore. 
L'amore per gli altri uomini in primo luogo, e perciò il rifiuto di qualsiasi rivalità, di ogni rancore, del sospetto, della discriminazione, del disprezzo, dell'antipatia, dell'antagonismo, dell'invidia, dell'ira. 
Il dojo è il luogo della serenità, dell'amicizia e della mutua prosperità. Inoltre ci vuole l'amore per l'arte.
Non si pratica il judo per essere più forti, per ambizione, per lucro o per ragioni di prestigio. Lo si pratica perché lo si ama. Se non lo si ama, con umiltà e con sincerità, si potrà forse anche ottenere una buona tecnica, mai un buon judo.
Infine è necessaria la fiducia. In se stessi, nel prossimo, e soprattutto nel maestro. 
Il judo non si impara sui libri. Solo il maestro può indicare la via e il modo migliore di percorrerla. Non chi si fa chiamare maestro, ma chi lo è. E, se lo è, gli si deve dare tutta la fiducia. Il dubbio, nei confronti del maestro, toglie ogni validità al rapporto con lui. 
Meglio allora cambiare e rivolgersi ad altri. Fare judo vuol dire anche abbandonarsi, senza riserve o secondi fini. Non si chiede né si vuole un rapporto di sudditanza o di sottomissione. Il maestro non è un'autorità istituzionale, non è un colonnello, non è un duce. E' un uomo che merita fiducia e al quale si deve dare fiducia. 
Se non la merita non è un maestro.
Per la nostra mentalità mercantile il judo è senza dubbio un fenomeno sconcertante: la sua pratica riporta in primo piano certe qualità umane che dal nostro costume sono state accantonate, o addirittura cancellate, e ne respinge altre che vanno per la maggiore, come la propensione al successo, al potere, all'avidità, alla sopraffazione, allo sfruttamento. E' una via che non conduce verso gli obiettivi celebrati dalla cultura dominante, ma solo verso un miglioramento dell'uomo e della condizione umana. 
E' un'educazione all'amore e alla libertà.


Marcello Bernardi

Autore: Paolo Checchi

Titolo: I miei primi 30 anni

Data: Dicembre 2001

Proprio in questi giorni ho compiuto 30 anni.
30 anni passati sulla materassina a praticare il judo. Prima come allievo dell'indimenticabile maestro Otello Zanatta e poi come atleta agonista, aiuto del maestro e, infine, dal 1994 come maestro.
A consigliarmi di praticare il judo fu mio fratello Antonio. Per lui, agonista nato, il judo era il "massimo", il modo migliore per scaricare le tensioni e, soprattutto, per gestire l'irruenza dello scatenato fratellino minore. Per me fu amore a prima vista ! Ero felice quando, finalmente arrivava il momento di indossare il judogi, di salire sul tatami, di vedere il maestro, di ascoltare i suoi insegnamenti, di provare a metterli in pratica con i miei amici compagni di corso.
Insomma, io sulla materassina mi sentivo a mio agio. Stavo così bene che, poco alla volta, cresceva in me anche il desiderio di trasmettere ai più piccoli quello che avevo imparato.
Non mi fu difficile riuscirci, le persone che mi circondavano allora e mi circondano ancora oggi ( Don Novello, Romano, Marisa )mi hanno capito e incoraggiato.
L'ambiente del San Mamolo è l'ideale perchè vi è tanta serenità, tanta complicità e tanta attenzione nei confronti dei bambini. Un ricordo particolare e sentito va al maestro Ezio Sermasi che è stato per molti anni mia buona guida nell'ambiente del judo e che mi ha insegnato ad apprezzare le emozioni che si provano nel far crescere i ragazzi attraverso la disciplina sportiva.
Oggi al San Mamolo ci sono tanti giovani che stanno intraprendendo la strada dell'insegnamento e per me è una grande soddisfazione vedere in loro quell'entusiasmo che mi ha sempre coinvolto e che tutt'ora continua a prendermi quando sono in mezzo a loro.

Paolo Checchi

 

Autore: Clio Dosi

Titolo: Campionato Interprovinciale

Data: Dicembre 2001

Erano 640 i piedini nudi che hanno partecipato domenica 2 dicembre all'incontro di judo nella palestra della Pallavicini a Bologna. Un numero impressionante.Se poi calcolate che ogni bimbo era accompagnato da almeno 2 persone, scelte fra le tante care che avrebbe voluto portarsi dietro solo per ricevere un applauso, un complimento, o una consolazione in più, il numero di presenze era davvero stupefacente. Gremiti gli spalti da cui straboccavano gli accenti veneti, trentini, emiliani naturalmente dominati dalla nostra , immancabile, "s" alla bolognese.
6 i tatami, 8 gli arbitri, 14 i giudici di tavolo, e 4 i coordinatori ( tra cui Paolo Checchi che si è classificato con la sua polisportiva San Mamolo al primo posto ): questi i numeri che hanno costituito un affiatato ed efficiente team organizzativo che è riuscito a distribuire le medaglie entro solo tre ore e mezza dal primo agimè.
Clio Dosi

Autore: Roberto Rusignuolo

Titolo: Il Judo è una scuola di vita

Data: Ottobre 2001

 

Il judo è una scuola di vita.

Ciò che va al di là della conoscenza tecnica, della resistenza fisica e dell'armonia del movimento, è la vera essenza del judo.
Quando si sale sulla materassina dove si pratica il judo, lo si fa a mente sgombra, o questa si libera durante il corso della lezione.
Indosso si ha un uniforme uguale per tutti, non vi sono differenze gerarchiche o sociali che spicchino dall'individuale abbigliamento (che sovente, nella vita quotidiana, va oltre il semplice coprire e scaldare il corpo).

L'unica differenza tra i judoca è il colore della cintura, che serve solo ad indicare il grado di preparazione ed il livello di esperienza (quanto meno temporale) o a differenziare i due contendenti, come avviene in gara.

Ogni individuo deve curare la propria igiene, al fine di non danneggiare gli altri e di amare il proprio corpo.
Amare e rispettare gli altri, partendo da sé stessi.

Il judo è uno sport che si pratica in gruppo, per far si che spicchi caratterialmente l'individualità del judoca. Senza l'apporto della squadra il judoka non avrebbe modo non solo di confrontarsi, ma anche di crescere e migliorarsi.
La competizione richiede due sfidanti che individualmente cercano di prevalere l'uno sull'altro, ma dietro questi c'è il supporto tecnico di un maestro e l'appoggio morale di un'intera squadra.
Lo spirito di gruppo è necessario per sostenere le fatiche dell'atleta, è necessario per ottenere soddisfazione nella vittoria come nella sconfitta.

La giusta educazione sportiva la si coltiva con i giusti propositi di vita, nel rispetto, nell'onestà, nell'amore.
Questo è ciò che si percepisce appena si entra in una vera palestra di judo, questo si respira nella palestra del S. Mamolo, quello che si vive frequentando la squadra del S. Mamolo.
In ogni allenamento, in ogni gara, in ogni incontro viene trasmessa solidarietà, unione, coraggio, gioia di vivere. Ogni occasione d'incontro è finalizzata allo stare insieme e comunicare.
Con serenità, con amore.

Ogni individuo trascorre più o meno intensamente la propria vita, ognuno ha avuto un passato che lo ha portato a delle scelte più o meno piacevoli, ognuno ragiona con la propria testa e in base alle proprie esperienze.
Grazie alla filosofia che il judo trasmette con i suoi insegnanti, si può realmente vivere meglio, più intensamente ogni singolo giorno, ogni esperienza che si presenta nel nostro cammino e condiziona le nostre scelte.
Tutto con più amore e umanità.

Quando il sudore scorre dietro alla volontà di fare, al coraggio di mettersi in gioco, alla solidarietà di gruppo, questo porta ad un impegno costante e ad un continuo migliorare, fino ad arrivare a ottenere risultati soddisfacenti ed appaganti, come avviene nella squadra del S. Mamolo, col sorriso, in armonia, in serenità.
Come avviene in tutte le palestre che crescono in un clima sano e rispettoso, di tutto il mondo.

Non ci sono età che separano individui quando questi non le sentono e non le fanno pesare.
Tutti hanno la possibilità di imparare dagli altri, il bimbo dall'adulto, l'adulto dal bimbo.
L'esperienza che si acquisisce nel tempo e negli avvenimenti che lo scandiscono, porta a volte ad allontanarci dai veri valori morali che ci guidano in una vita onesta.
Grazie all'interscambio con i bambini, gli adulti possono ritrovare la giusta via della spontaneità, del coraggio e dell'amore.
Nella via della cedevolezza i bambini imparano i principi fondamentali di questa affascinante disciplina, e ce li restituiscono direttamente con la più accattivante semplicità.
I bimbi sono la vera forza del S. Mamolo, e di tutte le palestre di vita.

Roberto Rusignuolo

Autore: Luca Fabbri

Titolo: judo

Data: 25 Ottobre 2001

Quanto lo sport può essere utile a livello formativo per una persona?

Una semplice domanda alla quale mi sento di rispondere con una sola parola: molto.

Ritengo che l'attività fisica aiuti a creare nel giovane ragazzo che la intraprende uno stimolo continuo e possa fornirgli gli strumenti che saranno necessari per la conduzione di una vita retta e moralmente sana.
Pratico ormai da molti anni lo Judo e posso orgogliosamente affermare che questo sport, oltre a essere una valida attività per il nostro fisico, perché permette di far crescere armonicamente tutti i vari muscoli e tutte le parti del nostro corpo, è altrettanto una validissima scuola di vita.

Il judo insegna proprio a percorrere quella via di moderazione e di cedevolezza, riprendendo il significato della parola, che noi tutti dovremmo tenere per percorrere la strada della vita più serenamente e più profondamente di quanto la vita frenetica del nostro mondo ci impone di tenere.

Confrontandoci continuamente sul tatami con altri allievi questa magnifica disciplina ci porta a credere maggiormente nelle nostre qualità e nelle nostre capacità, imparando a conoscere i nostri limiti ma soprattutto le nostre potenzialità, conoscendo così il nostro corpo.Ogni lezione cui si partecipa non passa indifferente nel continuo scorrere della vita ma si fissa come un momento "magico", quasi mistico, in cui si entra in contatto con un mondo lontano per lealtà di sentimenti, di cui ti senti profondamente partecipe. Salendo sul tatami, e facendo l'inchino in segno di rispetto, non verso qualcuno in particolare ma piuttosto verso la nobile arte che pratichi e che ami sinceramente, sottoscrivi inconsciamente un codice morale di comportamento e di lealtà, che è proprio di ogni judoca.

Proprio nel rispetto verso il prossimo e verso il dojo, il judo trova la sua massima espressione e la sua bellezza più profonda che solo coloro che lo amano disinteressatamente e profondamente possono capire e apprezzare.

La crescita interiore che questa nobile arte può dare sarà propria di coloro i quali hanno fatto propria la potenza della lealtà e della fiducia reciproca che sono i principali elementi coesivi tra atleti e maestro, vincolo inscindibile e profondissimo che dopo tanti anni di pratica sportiva si viene a creare.

Autore: Paolo Checchi Titolo: Il judo .....e il bambino Data: 09/2001

Spesso genitori e bambini si avvicinano al judo senza una vera e propria conoscenza di cosa sia questa disciplina.

La percezione comune soprattutto dei giovani, dei bambini, risente, infatti, di una serie di messaggi legati alle arti marziali, diffusi dai mass-media attraverso film, cartoni animati, fumetti, ecc.

Il più delle volte viene così disperso con questi messaggi confusi e parziali, il senso primario dell’apprendimento del judo inteso come sport, pieno di rituali che conducono al rispetto della convivenza civile e all’osservanza di regole che dovrebbero sorgere innate, ma che occorre invece imprimere nella coscienza di tutti.

E’ più che mai importante chiarire il reale valore del judo quando ad accostarsi è il bambino, un soggetto che richiede una speciale attenzione e che può cominciare ad intraprenderlo sin dalla tenera età di 4/5 anni.

Infatti proprio per i bambini, l’esperienza del judo viene a rivestire un importanza e un ruolo educativo che possono rivelarsi estremamente preziosi per l’evoluzione psico-fisica e per la crescita armonica, anche se avvicinata da principio come gioco.

Tendenzialmente, pur ammettendo delle eccezioni sappiamo che i nostri bambini, oggi, sono bersagliati da informazioni che li depistano verso una realtà sempre più virtuale, in cui il ruolo attivo viene appiattito al minimo; questa realtà riduce notevolmente le dinamiche della fisicità e delle relazioni umane.

Frequentemente lo scenario in cui il bambino si trova non è abbastanza ricco di avventura, responsabilizzazione, maturità e consapevolezza che una volta esso apprendeva spontaneamente e per necessità dettate da situazioni sopravvivenza precaria che imponevano uno sviluppo precoce, un’ indipendenza in tutto e per tutto.

Oggi le regole vengono supinamente o addirittura per niente seguite, i genitori sempre di più si assumono ogni decisione sulla vita dei loro bambini.

In questa ottica è fondamentale l’affacciarsi al mondo del judo, mondo dove la volontà del bambino si risveglia, gli si profileranno degli obiettivi, l’attore principale finalmente sarà proprio “lui” il bambino.

Fondamentale punto di riferimento è la figura dell’educatore, in questo caso l’insegnante di judo o il maestro. E’ lui il veicolo di un sistema rituale, di leggi e di reazioni, che risvegliano nel bambino il senso di curiosità, attrazione ed infine di rispetto per una realtà che sia organizzata secondo un insieme di principi.

La coscienza del proprio ruolo e maturazione nel bambino si conseguono con più efficacia in un contesto sportivo, con una guida carismatica, perché ogni conquista comporta fatica, movimento, agilità di pensiero. Anche la non vittoria in un confronto ludico o nella classica garetta, reca con se un alto potenziale educativo legato al sacrificio, al riconoscimento dei propri limiti e alla ricerca del miglioramento.

Soffermiamoci sui vari aspetti del judo.

Il principio base è conosciuto universalmente attraverso le parole stesse del suo fondatore Jigoro Kano  

"la via della non resistenza" o la "via della flessibilità", il cammino che conduce ad una vita equilibrata utilizzando un metodo di educazione fisica e mentale basato su una disciplina di combattimento a mani nude. 

 

 

Ideogrammi "JU" e "DO"

 

Il principio stesso di questo tipo di combattimento è la non-resistenza, cedere alla forza avversa per squilibrarla, controllarla e vincerla con un minimo di sforzo.

Il Dojo "il luogo in cui si insegna la via" ed è anche il nome della palestra in cui si studia un' arte marziale. L’ultimo aspetto ma non meno importante è quello rituale.

Una ritualità che inizia con il saluto in piedi all’accesso al dojo, che si ripete insieme all’insegnante, in ginocchio all’inizio e alla fine di ogni lezione, nonché lasciando il dojo. Un gesto che introduce ogni atto del judoka: sia nella pratica di allenamento, sia prima del confronto ludico e la cui accettazione ed esecuzione corretta è già inizio di inserimento, di approvazione di un mondo disciplinato che porterà il bambino ad abbandonare la spontanea anarchia tipica dell’età. In questo momento è molto importante che i genitori riconoscano e verifichino la potenziale ricerca di riferimenti da parte del bambino, e l’importanza di una guida diversa da quella naturale della famiglia.

Il judo è anche stimolo a razionalizzare i propri atti nel tempo: per esempio la capacità di indossare velocemente e correttamente il judogi, quella di annodare la cintura nel modo giusto. L’educatore deve insistere inizialmente sulle attività di coordinazione, deve insegnare al bambino a muoversi a destra e a sinistra, avanti e indietro poi hanno tanta importanza i cosidetti movimenti rotatori. Importantissimo è assortire il livello dei piccoli atleti in modo che i più esperti accompagnino la maturazione dei più lenti, e che allo stesso tempo anche fra i più progrediti si creino confronti stimolanti ad ulteriori raggiungimenti. Entrano allora in queste dinamiche relazionali fattori come la solidarietà, il senso di protezione, il rispetto, la stima, il desiderio di emulazione sportiva.

Una seconda fase è quella di far apprendere al bambino le cadute. Deve imparare a rotolare, a staccarsi dal suolo, deve trovare il suo equilibrio, deve salvaguardare la propria e altrui incolumità, il che richiede una veloce intuizione dei gesti, questi movimenti diventeranno spontanei con tanta pratica e tanta attenzione da parte dell’educatore.

Poi viene la fase del confronto che per prevenire qualsiasi paura psicologica si fa iniziare con la lotta “ a terra ” nel corso della quale il bambino si libererà delle prime reazioni istintive, per conquistare gradualmente la tecnica.

Quando il bambino acquisisce consapevolezza dei propri gesti, si inizia lo studio delle tecniche “ in piedi ” cominciando con le prese fondamentali, dagli squilibri, dal trascinamento al suolo, per proseguire senza traumi la lotta a terra per arrivare infine alle varie proiezioni.

Anche durante le proiezioni l’insegnante deve porre grande attenzione affinché il bambino capisca che durante l’azione di proiezione avrà la responsabilità nel pilotare nella direzione corretta il compagno.

L’insegnante deve evitare in ogni caso di spingere il bambino al confronto sleale pur di vincere ad ogni costo. Non è questo l’obiettivo del judo. A questo punto il piccolo praticante è pronto ad intraprendere la lunga fase evolutiva  del judo e in futuro seguire se lo vorrà l’attività agonistica, che non è obbligatoria.

In questo modo il bambino attraverso questo meraviglioso sport potrà incamminarsi verso le grandi, piccole difficoltà della vita contando sulle proprie forze.

E’ sicuramente questa la più grande gratificazione per l’insegnante di judo.

Sono sicuro che il bambino sia che diventi un campione o resti semplicemente un ragazzo sportivo, avrà comunque alle spalle un’esperienza comunque positiva e formativa.

Le tecniche e l’autodisciplina del judo gli potranno essere utili in ogni emergenza della vita.

L’esperienza del judo non gioverà solo i bambini iperprotetti e inattivi, ma anche quelli più difficili, turbolenti, magari provenienti da situazioni famigliari problematiche, perché imparano a incanalare l’aggressività in azioni regolate, quindi a trasformarla in energia positiva per se e per gli altri.

Concludo citando una famosa frase del grande Jigoro Kano:

"Il Judo non è soltanto uno sport. Io lo considero un principio di vita, un'arte e una scienza [...] Dovrebbe essere libero da qualsiasi influenza esteriore, politica, nazionalista, razziale, economica, od organizzata per altri interessi. Tutto ciò che lo riguarda non dovrebbe tendere che a un solo scopo: il bene dell'umanità."

 
Autore: Clio Dosi Titolo: Campionati Italiani di Paestum Data: 06/2001

 

Svegliati alle 06.30 tutti gli atleti della rappresentativa dell'Emilia Romagna si sono incontrati a Villa Pallavicini, per prendere il pulman che li ha condotti fino a Paestum.

Forti sono state le preoccupazioni e le tensioni dei maestri ( Paolo Checchi, Stefano Rossi, Aldo Minarelli, Salvatore Bellavia ) che hanno ricevuto durante il viaggio la telefonata del responsabile nazionale del C.S.I " Ho bisogno di voi".

Effettivamente di una mano ce n'era bisogno:nell'organizzare la palestra dove si svolgevano le gare e controllare che la competizione si svolgesse senza intoppi.

Tutto questo è stato compensato dall' alloggiamento al bellissimo albergo "Meridiana" immerso nel verde, con piscina all'aperto.

Le due serate sono trascorse tra guide turistiche e feste in piazza: dove i maestri si sono scatenati in una "Romagna mia" eseguita ad hoc dall'orchestra locale, rischiando la rissa ( scherzo !!! ) con alcuni cantanti napoletani, mentre i ragazzi hanno fatto conoscenza con le ragazze del luogo.

Terminata un intensa tre giorni i nostri ragazzi sono partiti alle 12 alla volta di Bologna, dove li aspetta un meritato riposo dopo un anno di gare e di soddisfazioni, per poi ricominciare una nuova stagione a Settembre.

Dosi Clio

 

Autore: Clio Dosi Titolo: Care donne, poi non dite che nessuno vi aveva avvertito Data: 05/2001

 

Se c’è una cosa che non dovete e dovete mai fare, care amiche, ma dico proprio mai, nonostante possiate essere così piene di cellulite da traballare per tre minuti ad ogni passo, nonostante possiate avere i muscoli più flaccidi di quelli di una lumaca, nonostante possiate amare il pensiero orientale tanto da divorziare perché vostro marito non ne può più di “puzzo di incenso al caprifoglio” e di quei maledetti bagagli scaccia-non-so-chè che tintinnano per ore appena tira un po’ d’aria, nonostante possiate essere così femministe da non sognare altro che menar maschi, nonostante vogliate affermare la vostra personalità e ritrovare il vostro equilibrio perchè siete stanche di insultarvi ogni mattina allo specchio dicendovi che siete brutte come un cesso e che avete due occhiaie da paura, dicevo mai e poi mai( anche se avete tutti questi e altri problemi )affidarsi al judo.

Vedete, sarebbe come prendersi a martellate su un piede. Mi spiego. Dopo i primi tempi di pratica vi guarderete allo specchio e sarete molto soddisfatte di voi stesse: avrete quasi sconfitto la cellulite, osserverete compiaciute un ventre piatto con dei bellissimi addominali, vi accorgerete di sclerare molto meno del solito grazie a quelle due ore settimanali che vi permettono di sfogarvi e di eliminare gran parte dello stress, tutte quelle nuove conoscenze della palestra vi renderanno più allegre, vi sentirete anche più leggere grazie al maestro che vi aiuta in qualsiasi problema voi abbiate….

Ma fate molta attenzione perché vi accorgerete che più sarete sollevate da tutte queste sensazioni, più vi legherete al judo; ed inizialmente non ci vedrete niente di male nell’essere judo-dipendenti, ma ricordate la vostra femminilità? Presto le nostre tipiche paranoie si faranno strada dentro di voi e riaffioreranno là sul tatami. Che incubi !! Il peggiore di tutti è il peso, obbligatorio prima di ogni gara. Quando sali sulla bilancia elettronica e aspetti il responso che ti giungerà pubblicamente davanti a tutti quei ragazzi, provi un ansia, ma un ansia……
Per non parlare della ceretta che bisogna farsi anche in inverno visto che lottando si potrebbero alzare i pantaloni fino al ginocchio! Poi c’è il problema dell’acconciatura visto che i capelli non devono essere sciolti e la coda non troppo bassa altrimenti rischi delle gran tirate ( di capelli )!

E poi ci sono i calli che ti vengono sulle mani e braccialetti e orecchini che non puoi tenere per problemi di sicurezza.

Insomma quello che voglio proprio dirvi è di non lasciarvi trascinare in questo tunnel: il mostro del judo ben presto vi bloccherà col suo divertimento, vi legherà con la sua strana diversità dagli altri sport, vi imprigionerà con la sua arte. Se perciò fra qualche tempo sarete incatenate in queste condizioni….Beh, poi non dite che nessuno vi aveva avvertito!

 

Autore: Gianluca Frascà

Titolo: San Mamolo Judo

Data: 04/2001

 

Presente nel mondo judoistico da più di vent’anni, la S. Mamolo è una società che fa dell’esperienza del suo Maestro, dei suoi insegnanti nonché dell’amore per i suoi atleti le sue carte vincenti.

Da anni, ormai, detta legge nel C.S.I. con primi posti a livello provinciale, regionale e ultimamente, anche a quello nazionale. Quasi tutta la squadra è composta da ragazzi che non raggiungono i vent’anni e questo è motivo di vanto per il Maestro Paolo Checchi e per tutta la Polisportiva.

Il vero segreto è il duro, se non durissimo, allenamento, e la grande dolcezza che il Maestro riversa sui suoi atleti, andando ben oltre alle usuali mansioni di un allenatore: il metodo c’è e i risultati si vedono!!! Solo l’ultimo anno ha regalato alla S. Mamolo Judo il campionato interprovinciale, quello regionale, quello interregionale oltre al campionato assoluto C.S.I Joy Cup.

La grande famiglia che è questa società, è in crescita tanto quanto i suoi risultati sportivi, e ci auspichiamo che continui a dare lustro alla nostra città non solo in Italia, ma chi lo sa, anche in Europa.

 

Autore: Luca Fabbri

 

Data: 03/2001

 

Come sempre capita in tutte le gare di un certo livello si perde di vista la vera finalità dello sport ,purtroppo.

Ormai è sempre più difficile trovare persone, come te ,e noi tutti atleti nati dalla tua sapiente, sincera e onesta mano, capaci di anteporre la finalità educativa del nostro sport ai possibili successi in campo agonistico!

NON ci hai mai impedito di confrontarci con gli altri ,anzi, hai fatto di tutto per stimolarci e per insegnarci il vero spirito del judo e dello sport in generale:la correttezza e la sincerità delle nostre azioni e dei nostri comportamenti, ma soprattutto il rispetto per il prossimo.

Judo: una semplicissima parola ma densa di significati profondi che solo in pochi sanno cogliere, e tu sei proprio uno fra questi pochi,che oltre a essere "maestro" di vita per le tue bimbe lo sei anche per noi. Mi ritengo molto fortunato ad avere te come mio " maestro" e fin d'ora ti ringrazio per essere una persona che oltre ad insegnarmi una disciplina sportiva e formativa , mi insegna anche a essere più uomo di chiunque altro e a crescere con fierezza nel cuore e sincerità nello spirito!

 

Autore: Paolo Checchi

Titolo: Ci sono Maestri e ...Maestri

Data: 03/2001

 

Molto spesso mi vengono chieste dai genitori, giovani atleti o semplicemente gente comune, informazioni su come si diventa Maestri di Judo. Tecnicamente Maestri lo si diventa dopo anni di studi, anni d’insegnamenti e di corsi.

Pochi sono i Maestri 

Proverò a rispondere dandovi la mia idea di chi è e cosa fa il “Maestro”.

Con lo sviluppo delle arti marziali nascono gli autodenominati “Maestri fondatori”:…..ma ci sono Maestri con la “M” maiuscola e maestri con la “m” minuscola, con le diverse accezzioni del termine stesso.

Il “Maestro” è colui che incontra in ogni difficoltà della vita, un grande stimolo per vivere;

Il “Maestro” è colui che esplora e comprende i suoi allievi nei minimi particolari;

Il “Maestro” è colui che si è formato, traendo beneficio dalle sue esperienze;

Il “Maestro” di Judo deve scoprire le qualità di ogni allievo, le sue motivazioni, i suoi difetti e pregi per sviluppare o potenziare, nella giusta misura, le necessità e gli obiettivi che ci si prefigge in accordo con le circostanze;

Il “Maestro” deve lavorare al giusto sviluppo fisico, mentale, dei valori morali e spirituali, dei suoi allievi in forma armonica ed integrale, ed è capace di sviluppare lo spirito creativo in loro e in quelli che verranno;

Il “Maestro” deve far raggiungere l’uguaglianza agli allievi più deboli nei confronti dei più forti e più tecnici, per ottenere l’armonia ed il giusto processo pedagogico nella formazione completa di ognuno all’interno del gruppo che dirige, contribuendo a garantire l’autostima del meno avvantaggiato;

Il “Maestro” è un comunicatore: attraverso il suo esempio, la sua condotta individuale e sociale, sopra e fuori dal tatami, ( materassine dove si pratica judo ) stabilisce un ponte che restringe il vincolo personale con i suoi allievi e stimola lo scaturire di nuovi vincoli di amicizia con tutto ciò che lo circonda;

Il “Maestro” è un creativo.

Per questi motivi spesso ho piacere che i nostri ragazzi si confrontino con altre palestre, negli stage e durante le gare, perché nasca proprio da loro la consapevolezza di avere un maestro con la M Maiuscola o con la m minuscola. 

 

Autore: Paolo Checchi

Titolo: Storia di una simpatica amicizia

Data: 1998

 

L’appuntamento è per domenica mattina alle 7.30 d’avanti alla palestra per recarci a Mestre, per i Campionati Italiani Assoluti . Quest’anno dopo tutti i tornei internazionali dovrei essere abituato ma ........so che mai sarà così.

Alle 7.00 sono già pronto per partire, Alessandra mia moglie mi sorride comprensiva questa volta ha deciso di accompagnarmi. Il viaggio è piacevole con Alessandra che ogni tanto guarda il mio contachilometri, aggiungendo che non c’è fretta e che la gara comincerà alle 9.30.

Il palasport di Mestre è confortevole, le atlete si stanno scaldando, scendiamo vicino alle ragazze e con un cenno le saluto. Incrocio lo sguardo di Francesca e ci basta l’occhiolino per salutarci, così è per la Paola. Barbara invece è silenziosa d’avanti a me seduta, concentrata, Arianna si scalda in un angolo.

Accanto a noi i genitori di Barbara e alcuni amici. Beh guardandole bene oltre ad essere molto carine sono proprio FORTI, penso con orgoglio e se................Ma!!............Ogni gara fa storia a sè, ci sarà da soffrire sopprattutto quando si parte da favoriti.

Guardo il tabellone di gara di Paola e Francesca che lottano nella stessa categoria di peso. Al secondo incontro la "Franci" ha la Campionessa uscente, colei che gli ha tolto il titolo l’anno scorso, Gran Brutto Cliente, mi legge nel pensiero mia moglie.

Ha inizio la gara e Francesca come Paolina vincono facilmente il primo turno.

Ora per Francesca viene il bello, ecco la sua seconda avversaria, STAI TRANQUILLA GRIDO, FAI LA TUA PRESA, questa è forte e si muove bene ma..........Francesca con un guizzo veloce l’afferra e la rovescia

"IPPON" Vittoria, Alessandra salta in piedi e applaude. Francesca urla fuori la sua tensione.

Ancora non si è vinto niente per arrivare alla finale devi batterle tutte. All’uscita Paola le fa i complimenti mentre si sta preparando. Che bel sogno sarebbe avere Paolina e Francesca in FINALE. "Sarebbe un bel andare".

Mentre Paola si sbarazza in pochi secondi della sua avversaria è il momento su un’altra materassina della categoria di Barbara. Dopo pochi secondi di gara Barbarella si ferma, vediamo che zoppica, la sua mamma è silenziosa e preoccupata continua a lottare ma..........si vede che soffre e si ferma per infortunio al ginocchio. Tutti i ragazzi le sono vicini, le controllano il ginocchio, mentre Papà e Mamma silenziosi l’aspettano .

L’infortunio ha gelato l’atmosfera, al dolore si aggiunge la rabbia dell’atleta che per un anno si è allenato tutti i giorni ma che non ha potuto dimostrare le sue enormi qualità. E’ la dura legge dello sport.

Anche Arianna non ha fortuna prende nei primi secondi uno svantaggio e .........deve recuperare, con fatica. Nonostante che stia tirando bene, dominando l’avversaria, quel secondo di distrazione gli sarà fatale per il proseguimento della gara.

Guardo Alessandra è bianca, mi dice che sta poco bene, la tensione ha preso anche lei.

Quarti di finale dei 57Kg Francesca e Paolina possono farcela, vanno avanti sbarazzandosi delle pur brave avversarie.

Ma eccolo l’imprevisto Francesca prende una forte tallonata in un occhio, "NOOO, NO, GRIDO",viene fermato il combattimento e a Francesca viene bendato l’occhio. Oggi non ne va bene una, non vi è stato nessun infortunio: solo alle nostre ragazze? Lei vuol continuare, si alza e come un animale ferito vince ancora per IPPON.

Scendendo dal tatami o materassina Francesca ha vicino Paolina che abbandona per un secondo la sua gara e le sta vicino. Ora sta alla Paola, che sento nervosa, tesa, ma che ancora una volta vince con grande abilità.

Le due atlete e amiche si ritrovano facilmente in finale vincendo sempre con grande autorità le semifinali. Che gioia, la mia tensione comincia a lasciare spazio alla felicità.

Francesca con l’occhio bendato sale sul tatami e non fa la finale, la Paolina la tiene per mano, PRIMA E SECONDA, per me, è meglio così.

E’ il momento del podio ora tutti i ragazzi parlano, Barbara è più serena, Arianna è già pronta per le prossime fatiche così le abbraccio per le enormi soddisfazioni che anche oggi ci hanno regalato e volgendo lo sguardo al podio vedo che Paolina prende vicino a sé, sul gradino più in alto Francesca.

Amica ed avversaria, la stringe a sé, nei loro occhi c’è tanta, tanta gioia, in quell’abbraccio FORTE E SENTITO.

 

Autore: Paolo Checchi

Titolo: Una Buona Domenica

Data: Dicembre 1996

 

Dopo 3 giorni di lavoro tutto era pronto:Domenica si svolgeva il Campionato Provinciale del Centro Sportivo Italiano le coppe, le medaglie, le materassine, i tabelloni,tutto mi sembrava a posto, dopo aver mangiato una pizza con Daniele e Guido verso le 23.30 guardandoci belli stanchi ci siamo dati appuntamento la mattina seguente.

Nel tornare a casa nel silenzio della notte fredda ho pensato a Martina mia figlia più grande, che dopo 6 lezioni partecipava alla sua prima GARETTA, che "emozione"non era stata molto d’accordo ma il suo Maestro senza tentennamenti l’aveva iscritta.

Anche la sua mamma i giorni precedenti la gara mi guardava con quello sguardo misto di ansia e curiosità.Io avevo fatto finta di niente e parlandole l’avevo rassicurata; ero sicura che Martina avrebbe fatto bella figura, avrebbe detto la sua, comunque fosse andata non mi importava che vincesse ,ma che riuscisse a vincere quella piccola paura che è dentro di Noi quando andiamo ad un incontro importante della nostra Vita.

Passando di notte per Bologna noto un negozio illuminato .Ancora aperto a quest’ora? Entro e pensando alle mie bimbe,acquisto due fochine di peluche. "Chissà che con il regalino Martina sia più tranquilla domani?"

Finalmente il giorno è arrivato, i bimbi si siedono a fianco del Maestro e si preparano, chi ridendo, chi giocando, tutti con un bel chimono bianco, io purtroppo non posso aiutarla questa volta dovrà essere lei a dire la sua, e non posso neanche starle a fianco, ma la guardo negli occhi, la tranquillizzo, la vedo bene e sono fiducioso.

Il primo bimbo con cui dovrà lottare è bellissimo ride sereno e prima ancora che si difenda Martina gli è sopra. "E' cominciata bene" penso, mentre mi guardo intorno. Il secondo avversario è più tenace. Martina, si vede che lo sovrasta, vince anche il secondo incontro.

OPPLA’ ora si lotta per la finale e la c’è una cintura verde, non sarà facile per te coccona.

I due piccoli bravi atleti s’impegnano, il papà di quel bimbo lo incita, guardo Martina che sta cercando di mettercela tutta; una lacrima le scende giù da quegli occhioni verdi, mentre sta per perdere .

"Brava ", gli gridano i suoi compagni, sei arrivata seconda, io sono finalmente tranquillo e passando di li non per caso le accarezzo i suoi tanti capelli. E’ andata, la guardo negli occhi e rivedo la grinta della sua mamma. Mentre mi dice che voleva vincere le asciugo il lacrimone e subito gli torna il sorriso.

Tenendo in braccio la sua fochina guardandomi mi dice "che bella domenica papà".